Fatture insolute, i numeri del fenomeno in Italia

I pagamenti in ritardo sono tra i maggiori problemi delle aziende italiane. Ecco una soluzione pratica e veloce per mettere un freno al fenomeno

Tra le varie problematiche che affliggono le imprese italiane, quello degli insoluti è, probabilmente, uno dei principali. Come dimostrano varie statistiche e ricerche, il numero di fatture non pagate (o pagate in ritardo) rappresenta un peso di diversi miliardi, capace di affossare i bilanci delle aziende più strutturate.

Non è un caso, ad esempio, che nel 2015 sia stato istituito un fondo governativo che consente alle aziende in difficoltà con gli insoluti di avere della liquidità “istantanea” per continuare a operare, in attesa che i creditori paghino le loro fatture. Il fondo consente di ottenere fino a 500 mila euro a tasso zero, a patto di rispettare precisi parametri (tra i quali l’esistenza di una causa penale tra creditore e debitore). Una soluzione utilizzabile nel lungo periodo, dunque, percorribile da aziende con un numero elevato di fatture insolute e vecchie ormai di anni.

Un modo più semplice per evitare di finire di fronte a un giudice è agire con tempismo. Utilizzando software gestionali e amministrativi è possibile tenere sempre sotto controllo lo stato dei pagamenti delle fatture inviate e spedire dei solleciti di pagamento. Una funzionalità inclusa in Libero SiFattura, che mette a disposizione degli utenti modelli preimpostati così da poter contattare i debitori in maniera semplice e veloce. Sottoscrivendo l’abbonamento Pro, inoltre, potrete inviare solleciti automatici, programmando giorno e orario di invio.

Fatture insolute Italia: i numeri del fenomeno

Come accennato inizialmente, il fenomeno delle fatture insolute nel nostro Paese è più ampio di quanto si possa immaginare. Tanto nel settore privato quanto in quello pubblico, infatti, i tempi di pagamento delle fatture è sempre più dilatato e le PMI ne pagano le conseguenze.

Stando ai dati diffusi da Cribis (e aggiornati a giugno 2019), solo il 34,9% delle fatture viene pagato per tempo, mentre il 53,6% dei documenti fiscali viene saldato entro i 30 giorni dalla scadenza. Dati in peggioramento rispetto al quarto trimestre 2018, quando le fatture pagate nei tempi stabiliti erano il 36% mentre quelle pagate nei 30 giorni successivi la scadenza erano il 53,1%.

Sempre da dati Cribis aggiornati al quarto trimestre 2018 si scopre che, mediamente, il tempo di pagamento di una fattura è di 89 giorni, ma alcuni settori sono più virtuosi di altri. Il settore dei servizi finanziari paga in 69 giorni, mentre ’edilizia ha il record negativo di 116 giorni.

La situazione non migliora quando dal settore privato si passa a quello pubblico. Anzi: solo il 24,3% degli enti della Pubblica Amministrazione paga a scadenza i propri debiti, con il settore della sanità a cui va il record negativo dell’1% delle fatture pagate nei tempi stabiliti in fase contrattuale. La percentuale delle fatture saldate entro i 30 giorni dalla scadenza è, invece, superiore al 50%, mentre oltre il 20% paga oltre un mese dalla scadenza.

Fatture insolute, la soluzione

Una delle soluzioni per gestire al meglio l’emissione delle fatture e monitorare lo stato di “avanzamento” della pratica è l’utilizzo di software amministrativi gestionali come Libero SiFattura, che consentono di avere sempre sotto controllo la situazione contabile della propria azienda.

La piattaforma di Italiaonline è stata realizzata per l’invio e la ricezione delle fatture elettroniche, ma mette a disposizione strumenti avanzati per la gestione amministrativa della propria azienda. Tra questi, per l’appunto, c’è anche la funzione per il monitoraggio dei pagamenti e degli insoluti. Grazie a questo modulo, sarà possibile inviare messaggi che ricordano ai nostri debitori che il tempo stabilito per il pagamento è trascorso e di regolarizzare il prima possibile la propria situazione. Sottoscrivendo l’abbonamento Pro, si potranno anche impostare gli invii automatici dei solleciti di pagamento, stabilendo giorno e ora per l’invio del messaggio.

Fino al 30 settembre 2020 i titolari di partita IVA potranno attivare uno dei due piano a pagamento (Lite e Pro) senza dover pagare nulla. Nell’ambito dell’iniziativa “Solidarietà Digitale”, infatti, Italiaonline mette a disposizione un anno di abbonamento gratis al suo software gestionale-amministrativo pensato per autonomi, liberi professionisti e PMI.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Fatture insolute, i numeri del fenomeno in Italia