Fase 3, Governo verso nuovo scostamento di bilancio

(Teleborsa) – “Dobbiamo essere pronti a intervenire”. Mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte promette un “piano concreto per correre”, il dossier Ripartenza di fa sempre più caldo. Mancano le risorse e da Pd e M5s è già partito il pressing per un nuovo decreto in deficit, entro gli inizi di luglio, da almeno 10 miliardi, lo 0,6% del PIL. Uno terzo scostamento che servirà a finanziare una manovrina estiva necessaria a sostenere scuola, comuni, turismo, e pmi e tutti i settori più colpiti dal Covid-19 che ancora non riescono a ripartire dopo il lockdown.

Per il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri “bisognerà aumentare le risorse al Fondo di garanzia sui prestiti” e sulla cassa integrazione promette che sarà erogata “finché serve”. Tuttavia, per Gualtieri, le previsioni per il nostro Paese sono meno pessimistiche di quelle dell’Ocse che, secondo il Ministro, “sembrano tenere poco conto degli indicatori reali”. L’economia italiana dava segnali di ripresa già a maggio, con un PIL che – ha sottolineato ieri sera Gualtieri a Porta a Porta – per quest’anno “non è distante dal -8% pronosticato dal governo”. Sul debito il Ministro ha confermato la “necessità di fare deficit” ma ha assicurato che il debito tornerà a scendere già dall’anno prossimo definendo i numeri che si sentono in giro “poco credibili”.

Se all’interno della maggioranza già si discute del possibile ulteriore scostamento di bilancio per fare un nuovo decreto in deficit, questa mattina il viceministro all’Economia, Laura Castelli, in un’intervista al Corriere della Sera, ha affermato che “l’ordine di grandezza realistico è di una decina di miliardi” precisando, tuttavia, che adesso “è prematuro fissarsi su una cifra”. Nel dettaglio, spiega, serviranno “probabilmente 3 miliardi per gli enti locali, che devono chiudere i bilanci a luglio facendo fronte al calo delle entrate” poi “dovremo intervenire ancora a sostegno del turismo, in particolare delle aziende più piccole, del commercio e dell’artigianato” e “potrebbero essere necessarie nuove risorse per la cassa integrazione e per garantire la ripartenza della scuola“. Risorse che – assicura Castelli – non saranno attinte dal Mes. Secondo il Viceministro prima di prendere dei prestiti si può attingere a “tantissime risorse che già abbiamo ma non riusciamo a spendere”. In particolare, spiega, ci sono “cento miliardi che Anas e Rfi hanno già programmato e che si potrebbero usare nella rete stradale e ferroviaria. Circa sedici miliardi di fondi sono fermi nei ministeri mentre altri 6,5 attendono di essere spesi nel settore idrico. E ho appena interpellato l’Inail sui 4,5 miliardi fermi dal 2013 e destinati all’edilizia sanitaria e scolastica. In tutto, circa 127 miliardi di euro da sbloccare. E la ricognizione non è finita, sono sicuramente di più”.

Il ricorso all’extradeficit per dare risposte a tutte le categorie in difficoltà, all’interno del Pd, è sostenuto da Fabio Melilli, uno dei tre relatori al decreto Rilancio. Frena, invece, Iv, con Luigi Marattin che chiede una programmazione dell’ulteriore deficit per non andare avanti di scostamento in scostamento, da qui a fine anno. Per Conte “bisogna prima vedere l’impatto delle misure già adottate” ma, assicura il premier, “il Governo è pronto a fare di tutto nei limiti del bilancio”. Riguardo alla cifra secondo alcune fonti di maggioranza serviranno ben più di dieci miliardi, entro luglio o forse già a fine giugno. Ma anche Gualtieri sulle cifre rimane prudente. Bisogna prima discuterne con l’Ue e reperire le risorse necessarie sul mercato. Prima di prendere una decisione, probabilmente, Mef e Palazzo Chigi attenderanno di sapere quando e quanti soldi arriveranno da Bruxelles come anticipo del Recovery Fund.

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