Fase 2, Conte valuta aperture anticipate: “se i dati lo consentono”

(Teleborsa) – Dal delicatissimo dossier sulla riapertura al MES passando per il Recovery Fund, il Presidente del Consiglio Conte fa il punto della situazione, affrontando più di un tema spinoso, nell’intervista in apertura di prima pagina del Fatto Quotidiano in cui si dice anche sicuro che il Governo arriverà a fine legislatura e apre alle elezioni regionali a luglio-agosto.

Riaperture anticipate nelle Regioni? Siccome ora ci sono soglie definite di allarme – dice – siamo in condizione di studiare un’eventuale anticipazione delle aperture per ulteriori attività con differenziazioni geografiche. In presenza di un protocollo di sicurezza per spazi, ambienti e attività, si potrà decidere di anticipare le aperture di centri estetici, parrucchieri, ma anche teatri”.

Sulla sentenza della Consulta tedesca, Conte osserva che il programma di acquisti di titoli di Stato da parte della BCE “era già stato approvato e ritenuto legittimo dalla Corte di Giustizia Europea. Non spetta a nessuna Corte costituzionale decidere cosa può fare o no la Bce. La cui indipendenza è il fulcro dei trattati europei”, rileva.

In merito ai discussi strumenti UE, in particolare sul Recovery fund: “entriamo nel vivo ora. C’è un’istanza più ambiziosa di Italia, Spagna, Francia, continueremo a batterci perché prevalga”, dichiara Conte, che ribadisce la sua posizione su un altro strumento al centro del dibattito: “Resto convinto che il MES non ci serva”.

Sull’economia, “con una tale caduta del Pil, gli effetti economici saranno molto dolorosi”, ammette. Tra le misure del decreto Maggio, per cui si sta aspettando l’aggiornamento del Temporary Framework dell’UE, Conte evidenzia le ristrutturazioni di immobili “a costo zero” attraverso il credito di imposta, e la norma che “distribuirà 3 miliardi ai Comuni per sbloccare lavori di manutenzione e opere pubbliche”. Inoltre si sta lavorando al “piano straordinario per l’edilizia scolastica” e a un “piano estivo” per i bambini.

In merito alle critiche tutt’altro che velate del Presidente designato di Confindustria Bonomi, “può inviarci proposte, purché siano specifiche e concrete”. Sui prestiti alle aziende, altro tema spinoso, “le banche temono di essere coinvolte un domani nel concorso in reati collegati alla bancarotta. In pratica di aver contribuito a tenere artificiosamente in vita aziende già decotte. Il governo lavorerà per trovare una soluzione equa”, assicura il Premier.

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