Facebook riforma le inserzioni pubblicitarie per problemi di privacy

Questione privacy: Facebook rimedia riformando le inserzioni pubblicitarie

Non c’è dubbio: Facebook continua a far parlare di sé. E ormai da molto tempo.

Il social network più utilizzato al mondo e ideato grazie a un’intuizione di Mark Zuckerberg, dopo essersi trovato a gestire il “down” del 13 marzo 2019, è di nuovo sotto i riflettori. E il motivo è legato a una questione, un po’ datata ma attuale più che mai, ovvero quella relativa alle violazioni della privacy e della mancanza dei dovuti controlli sui contenuti.

Nel mirino ci sono le pratiche di targeting improprio (una polemica scoppiata già nel 2016) delle inserzioni di Facebook da ricorsi legali e presentati da parte di diversi sindacati e associazioni per la difesa dei diritti civili. L’accusa è di discriminazione, che non è stata smentita dal direttore operativo Sheryl Sandberg che ha affermato l’esistenza di: “Una lunga storia di discriminazione nelle aree dello housing, del lavoro e del credito”. Tutto questo veniva portato avanti attraverso le inserzioni pubblicitarie sul social network, ma ora grazie anche a un’azione in tribunale, sono in corso i primi cambiamenti.

Non solo Facebook dovrà pagare circa 5 milioni di dollari per archiviare alcune denunce ricevute, ma ora dovrà riformare le inserzioni pubblicitarie. Gran parte dei ricavi di Facebook deriva proprio dalla pubblicità, ma di fronte a quanto accauduto, il social network dovrà ora procedere con l’eliminazione di sesso, età e codice postale degli utenti dai criteri che vengono di solito utilizzati per effettuare inserzioni in settori relativi al credito, agli immobili e all’occupazione.

In cosa consiste la “riforma” delle inserzioni pubblicitarie

Gli inserzionisti, che ora identificano utenti con caratteristiche simili ai loro attuali clienti tramite lo strumento “Lookalike Audience”, non potranno più selezionare i criteri rispondenti a religione, età, iscrizione a Facebook Group nel dirigere le inserzioni. E questo perché lo strumento non consentirà di effettuare questo tipo di selezioni. Inoltre, ogni targeting geografico avrà un raggio di 15 miglia minimo da ogni specifico indirizzo.

Oltre a questo, il social network, fornirà in maniera gratuita spazi pubblicitari alla Fair Housing Alliance (una delle cinque società che aveva denunciato Facebook) per promuovere i diritti dei cittadini quando si parla di casa.

© Italiaonline S.p.A. 2019Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Facebook riforma le inserzioni pubblicitarie per problemi di priv...