Facebook è l’azienda tech che ha speso più in lobbying nel 2020

(Teleborsa) – Sono oltre 19,6 i milioni di dollari spesi da Facebook nel 2020 per attività di lobbying, numero che la pone davanti a tutte le altre grandi aziende tecnologiche per denaro investito per far pressione sul Congresso. La società di Zuckerberg ha incrementato del 17,8% la sua spesa rispetto al 2019. I temi su cui Facebook ha fatto più pressione sono la riforma del copyright, l’integrità elettorale, la moderazione dei contenuti, l’immigrazione e le politiche fiscali internazionali.

Subito dietro viene Amazon, con una spesa di 17,86 milioni di euro, in aumento del 10,7% rispetto all’anno precedente, concentrata su questioni quali la banda larga, la proprietà intellettuale, la riforma postale e l’assistenza sanitaria. Microsoft ha speso invece 9,4 milioni di dollari, in calo rispetto ai 10,2 milioni dell’anno prima.

Google, quarta in assoluto, ha speso il 36,2% in meno per attività di lobbying nel 2020 rispetto al 2019, per un totale di 7,53 milioni di dollari. La società ha coinvolto il Congresso nella regolamentazione della pubblicità online, nella privacy digitale degli studenti, nel tracciamento dei contatti in caso di pandemia e sulla concorrenza.

TikTok, che si è registrata per la lobby nel 2019 e ha speso meno di 300.000 dollari quell’anno, ha speso 2,58 milioni di dollari nel 2020, con un aumento dell’855,6%. Ha fatto pressioni su questioni tra cui un disegno di legge inteso a vietare a TikTok e la moderazione dei contenuti.

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