Export, Rapporto SACE “Open again” delinea le traiettorie della ripartenza

(Teleborsa) – Ripartire superando le avversità del contesto internazionale. E’ questo l’auspicio lanciato da “Open (again)”, l’ultimo Rapporto Export di SACE, presentato oggi in webconference su SKY, che vede ancora una volta confermato il ruolo cruciale dell’export per l’economia nazionale e tratto distintivo del fare impresa in Italia.

Sono intervenuti Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia e delle Finanze, e Luigi Di Maio, Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Per SACE l’Amministratore Delegato Pierfrancesco Latini, il Presidente Rodolfo Errore e il Chief Economist Alessandro Terzulli, che ha illustrato il rapporto giunto alla sua XIV edizione.

Il Presidente di SACE, Rodolfo Errore, intervenuto all’evento, ha citato il “dialogo costante” e “imprescindibile del Gruppo con le Istituzioni ed il suo ruolo di “Agente al servizio del Sistema Paese e delle sue imprese”.

“L’export – ha ricordato – è motore fondamentale del nostro Paese e da oltre quarant’anni parte integrante del DNA di SACE”. Errore ha commentato anche il nuovo ruolo affidato a SACE con Garanzia Italia, affermando che è stato “interpretato ed attuato con la finalità unica di contribuire, attraverso l’emissione di garanzie alle imprese, alla ripartenza del Paese”.

Parlando dell’export, il Presidente ha spiegato che “il mondo post-covid sarà più indebitato, meno globalizzato e molto più digitalizzato” e bisognerà cogliere questi fattori per “un immediato riposizionamento del Made in Italy”. “Dobbiamo proiettarci su un orizzonte di rilancio di medio-lungo termine, provando a trasformare le avversità in opportunità, cogliendo al massimo gli spunti che arrivano anche dalla possibilità del Recovery Plan, provando insieme a cambiare il nostro Paese per trasformarlo in un terreno fertile per la crescita delle nostre imprese, e del nostro Paese con loro, in Italia e nel mondo.

Il Ministro Gualtieri si è congratulato con il management di SACE per la “efficacia ed efficienza” con cui si è assunto l’impegno di Garanzia Italia, favorendo l’erogazione di liquidità alle imprese e centrando l’obiettivo sui tempi. L’emissione delle garanzie con procedura semplificata entro 48 ore – ha ammesso – “sembrava inizialmente difficile da raggiungere”.

Il titolare del MEF ha poi parlato dell’importanza che l’export riveste per l’economia italiana, mettendo il punto sul “doppio ruolo” di SACE ed ha passato in rassegna tutte le misure che il governo ha assunto per l’export, incluse le garanzie sui crediti commerciali a favore delle società operanti all’estero, e l’importante iniziativa per il commercio sottoscritta dal Ministro di Maio lo scorso mese di giugno.

Uno sguardo d’insieme: fermarsi per ripartire con più forza

Fra tendenze protezionistiche, tensioni geopolitiche, rallentamento del commercio internazionale ed pandemia, l’export italiano si appresta a chiudere l’anno con un segno meno (-11,3%), muovendosi al ritmo più basso dal 2009, che porterà le esportazioni italiane a 422 miliardi di euro, un volume di poco superiore a quello registrato nel 2016. di euro alla fine dell’orizzonte di previsione. Secondo queste previsioni, nel 2021 le esportazioni italiane di beni arriveranno al 97% circa del valore segnato nel 2019, un recupero pressoché totale dopo la caduta nel 2020.

Nonostante la severità dello shock, SACE prevede una ripresa relativamente rapida già dal 2021 per le esportazioni italiane (+9,3%), caratterizzata anche da una componente di “rimbalzo statistico”. Un recupero pressoché totale che consentirà alle esportazioni italiane di raggiungere il 97% circa del valore segnato nel 2019. Si attende poi una crescita media nei due anni successivi del 5,1%, che permetterà alle nostre vendite all’estero di raggiungere quota 510 miliardi nel 2023. .Secondo queste previsioni, nel 2021 le esportazioni italiane di beni arriveranno al, un dopo la caduta nel 2020.

“Anche quest’anno, in un contesto di complessità straordinaria, il Rapporto Export di SACE offre alle imprese italiane una bussola per orientarsi, selezionare le migliori opportunità e approcciare con maggior consapevolezza i mercati esteri”, ha affermato Alessandro Terzulli, Chief Economist di SACE.

E se lo scenario si aggravasse?

Data l’elevata incertezza riguardo l’evoluzione dell’emergenza sanitaria a livello globale, lo studio di SACE simula anche due scenari di previsione alternativi legati alla durata e alla intensità dello shock sull’economia globale. Il primo scenario alternativo considera l’eventualità di un nuovo lockdown globale nei primi mesi del 2021,con una previsione di export a -12% nel 2020. Il secondo scenario alternativo ipotizza una exit strategy più lenta e graduale rispetto allo scenario base e si traduce in un -21,2% di export nel 2020. Il 2021 non sarebbe più un anno di “rimbalzo”, ma vedrebbe una crescita ancora negativa nel primo scenario e soltanto lievemente positiva nel secondo, lasciando il pieno recupero dei livelli di export pre.crisi concretizzarsi non prima del 2023.

Ecco dove investire

La ripresa non sarà omogenea per aree geografiche e settori. L’Europa avanzata ed il Nord America, che insieme rappresentano oltre il 60% delle vendite estere italiane, non riusciranno a superare i livelli pre-crisi prima del 2022. Tra i settori a maggior potenziale la farmaceutica in USA, le apparecchiature mediche in Germania e le energie rinnovabili nel Nord Europa.

Reattiva la risalita dell’export italiano di beni verso l’Europa emergente e l’area Csi, dove le nostre vendite riusciranno a raggiungere e finanche a superare i livelli del 2019 già l’anno prossimo. Fra io settori traino gli apparecchi elettrici in Polonia e la sanità in Russia.

Ripresa più celere verso l’area Medio Oriente e Nord Africa, soprattutto nel settore oil&gas, energie rinnovabili ed infrastrutture.

In Asia i venti della ripartenza soffiano con non poche difficoltà, ma i settori trainanti saranno salute e farmaceutico in Cina, food processing in India, energie rinnovabili in Thailandia, alimentari e bevande in Giappone.

Per l’America Latina si punta su life science in Brasile, infrastrutture in Messico, trasformazione alimentare in Cile, agribusiness in Perù ed energie rinnovabili in Colombia.

L’Africa Subsahariana segnerà un arretramento nel 2020 che non risparmierà alcun settore, ma tra i comparti a maggior potenziale si segnalano energia elettrica e rinnovabili in Sudafrica, infrastrutture in Senegal, trasporti in Ghana, meccanica strumentale in Kenya, agribusiness in Angola.

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