Export, ICE: Italia in ripresa nel 2021, +4,2% rispetto ai livelli pre Covid

(Teleborsa) – Il 2021 inizia positivamente per le esportazioni italiane con risultati superiori ai livelli pre-Covid: nel primo quadrimestre l’export fa segnare +19,8% tendenziale, e, soprattutto, +4,2% sullo stesso periodo del 2019. Per un totale di 161,549 miliardi di euro nel 2021, secondo i dati Ice presentati oggi. “Fra i Paesi del G8 l’Italia è seconda per minor flessione dell’export e ha performato molto meglio di Francia, Regno Unito e Stati Uniti”, ha detto il presidente dell’ICE, Carlo Ferro, nel corso della presentazione della XXXV edizione del “Rapporto sul commercio estero – L’Italia nell’economia internazionale“, presentata all’Ice alla presenza del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, del presidente Istat, Gian Carlo Blangiardo.

Lo studio è stato realizzato da ICE Agenzia in collaborazione con Prometeia, Istat, The European House Ambrosetti, Fondazione Masi, Università Bocconi e rivela che già durante la pandemia, nel confronto con gli altri Paesi, il contributo dell’export al PIL dell’Italia era stato meno sfavorevole di quello delle altre componenti, consumi e investimenti. Una crescita tendenziale che riguarda quasi tutti i settori e che, per molti, è largamente positiva anche sul 2019: i prodotti alimentari bevande e tabacco (+5,3% rispetto allo stesso periodo del 2020 e, addirittura, +12,3% sullo stesso periodo del 2019), del settore dei metalli (+29,1% sul primo quadrimestre del 2020 e +12% sullo stesso periodo del 2019), dei prodotti chimici (+10,2% e +7,1% a pari periodo sul 2019) e degli apparecchi elettrici (+31,6% rispetto allo stesso periodo del 2020 e +8,2% sul 2019).

Tra le Regioni italiane, quelle che hanno meno sofferto nel 2020 sono state Molise (+26% sul 2019), Basilicata (-4,4%); Abruzzo, Toscana (entrambe -6,2%) e Liguria (-0,7%); mentre, tra quelle che hanno sofferto di più, abbiamo Sardegna (-40,6%) e Sicilia (-24,2%). Queste ultime hanno fortemente subito la contrazione delle esportazioni di prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (-43,8%), che pesano per il 53% dell’export insulare.

Il Rapporto si completa con quattro quaderni tematici che mettono l’accento su quattro punti d’attenzione per il nostro Paese. Il quaderno “La Competitività dell’Italia nell’attuale quadro economico secondo il Global Attractiveness Index“, un indice-Paese redatto da The European House Ambrosetti, misura l’attrattività di 144 economie mondiali secondo quattro macroaree: Apertura, Innovazione, Efficienza e Dotazione. Nell’edizione 2020 dell’Indice, l’Italia si posiziona al 18esimo posto complessivo, tra Danimarca e Belgio stabile rispetto all’anno precedente. La capacità di innovazione risulta essere uno dei punti di forza del nostro Paese, mentre l’efficienza, con un particolare riferimento al tasso di disoccupazione, risulta il principale punto di debolezza.

Dal quaderno “Effetti del Covid-19 e strategie di reazione delle imprese esportatrici” emerge che queste hanno un dinamismo strategico – misura del grado di resilienza durante la crisi e di reazione al cambiamento nella ripartenza – mediamente superiore a quello delle imprese che non esportano. Il quaderno “Le startup italiane alla prova: dalla crisi pandemica Covid-19 alle opportunità del Next Generation EU“, si focalizza sulle dinamiche del settore delle startup e del finanziamento all’innovazione post crisi pandemica. I dati più recenti in questo campo rivelano un aumento delle startup innovative nonostante l’emergenza pandemica.

Con la scorsa edizione del Rapporto, ICE Agenzia ha avviato una riflessione sull’export e sulle potenzialita’ del Mezzogiorno – che anche nel 2020 ha rappresentato solo il 9.9% dell’export nazionale – e che vuole ogni anno proseguire con approfondimenti regionali. Il quarto quaderno “Le esportazioni della Campania: struttura e potenzialità” è, appunto, dedicato a un focus dell’export della Campania che, con oltre 12 miliardi di euro in esportazioni, è la regione meridionale che ha il maggior valore di export. Lo studio della Fondazione Masi stima in 8 miliardi di euro il potenziale di crescita dell’export campano e lo declina per mercato di destinazione e per settore, ad uso degli operatori.

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