EXOR emigra in Olanda. L’addio degli Agnelli a Torino

(Teleborsa) – Anche EXOR abbandona l’Italia e vola in Olanda, dove certamente il trattamento fiscale è di maggior favore, ma dove riuscirà anche ad attrarre investitori internazionali come Bill Gates e Rothchild. A quanto si mormora i due avrebbero già garantito l’ingresso nel capitale, con l’acquisto delle azioni rivenienti da chi esercita il diritto di recesso, anche se la società non ne ha fatto i nomi, ma ha parlato di investitori di “lungo periodo”.

La società che rappresenta la cassaforte della famiglia Agnelli, controllata appunto dalla holding di famiglia Giovanni Agnelli & C. ha annunciato l’incorporazione nella sua controllata olandese Exor Holding NV. Il CdA ha approvato il progetto, che prevede il cambio alla pari fra azioni EXOR ed azioni EXOR NV, che diventerà la nuova holding di controllo. Il titolo resterà quotato alla Borsa di Milano e, per premiare gli azionisti più “fedeli”, la nuova holding ha disposto un “premio”: chi terrà il nuovo titolo per almeno 5 anni avrà diritto a 5 diritti di voto e chi lo manterrà per 10 anni a 10 diritti di voto.

Il progetto di fusione sarà sottoposto all’assemblea degli azionisti il 3 settembre ed è previsto che la fusione diventi efficace entro la fine del 2016.

Esiste una condizione sospensiva, ovvero che l’importo che EXOR deve pagare agli azionisti che abbiano esercitato il diritto di recesso e ai creditori non sia superiore ai 400 milioni di euro. La Giovanni Agnelli & C. si è impegnata infatti ad acquistare azioni EXOR inoptate e non prelazionate fino a un controvalore massimo complessivo pari a 100 milioni, mentre “gli altri investitori  di lungo termine” si sono impegnati ad acquistare le azioni inoptate e non prelazionate per il restante ammontare (300 milioni di euro). Il prezzo dovuto agli azionisti che eserciteranno il diritto di recesso è pari a 31,2348 euro per azione. 

Commentando l’operazione, il Presidente e Ad John Elkan ha sottolineato che la fusione “consente di ottenere una struttura societaria più semplice e rappresenta un ulteriore importante passo avanti nel percorso di sviluppo di una holding come EXOR che opera in tutto il mondo”. “I nostri principali investimenti – ha aggiunto – hanno già riorganizzato le proprie strutture societarie per riflettere meglio la loro attività globale ed è quindi naturale che Exor si allinei a loro”. Un riferimento a Fiat. 

Dal fronte istituzionale però c’è già chi storce la bocca. “Con il trasferimento nei Paesi Bassi delle sedi di EXOR vengono meno anche gli ultimi legami finanziari fra la famiglia Agnelli e Torino”, ha accusato il Presidente della regione Piemonte, Sergio Chiamparino, sollecitando “una forte iniziativa in sede europea, per rendere più omogenee le legislazioni fiscali, finanziarie e commerciali tra i paesi membri”.

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