Ex Ilva, sindacati: basta coi rimpalli di responsabilità

(Teleborsa) – Nell’incontro sulla situazione dell’Ex Ilva che si è concluso al Ministero dello Sviluppo Economico tra i Ministri Stefano Patuanelli e Giuseppe Provenzano e i Segretari Generali di Fim, Fiom e Uilm, Bentivogli, Re David e Palombella, “i due Ministri si sono impegnati a garantire la continuità produttiva del sito.

L’AD Morselli martedì sera ha incontrato il Ministro Patuanelli e si è limitata a rappresentare le criticità relative alla soppressione dello scudo penale e la situazione finanziaria per cui l’ex Ilva perde 2 milioni di euro al giorno”. Lo riferisce la Fim-Cisl al termine del tavolo, sottolineando: “Noi chiediamo il rispetto del piano industriale che prevedeva per il 2019 la produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio ma la produzione effettiva dovrebbe attestarsi a fine anno attorno ai 4,4 milioni”.

“Abbiamo spiegato – ha riferito il Segretario Generale Fim-Cisl Marco Bentivogli – che il pasticcio combinato in Senato sul “Salva Imprese” è un ottimo alibi, per far andar via l’azienda senza vincoli o per consolidare una produzione sui livelli attuali e dimezzare l’occupazione. Appellarsi all’art.51 del codice penale abbiamo spiegato che dal 2012 (data sequestro) al 2015 (data di introduzione scudo penale) non ha impedito di indagare su figure come il presidente Ferrante fino a impiegati di settimo livello”.

Su questo versante, ha aggiunto, “il ministro Patuanelli ci ha rassicurato che il Governo prenderà tutti i provvedimenti necessari a garantire la continuità produttiva. Abbiamo chiesto se le parole del Sottosegretario Turco rappresentassero la posizione del Governo. Parole, secondo il Ministro, smentite dalla posizione del Consiglio dei Ministri”.

Infine, ha proseguito, “abbiamo chiesto di incontrare congiuntamente anche l’Ad Morselli in modo da giocare a carte scoperte e verificare le reali intenzioni dell’azienda. L’accordo del 6 settembre 2018 va rispettato da azienda e Governo. E’ inaccettabile che sulla vicenda ex Ilva non vi sia mai un punto fermo su cui lavorare tutti insieme. Il punto fermo è l’accordo e il piano ambientale e ci mobiliteremo contro ogni deviazione da questo percorso”.

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