Ex – Ilva, rilancio passa per tutela ambiente e piena occupazione

(Teleborsa) – “L’accordo sull’ex Ilva sarà forse l’ultima chance per poter raggiungere l’obiettivo del risanamento ambientale per Taranto, per garantire il livello produttivo necessario e per salvaguardare la piena occupazione. Per questo dobbiamo partire da quello che riteniamo positivo dell’intesa e migliorare gli aspetti che non ci convincono”. Lo ha detto Rocco Palombella, Segretario generale Uilm, a margine dell’incontro sull’ex Ilva sottolineando di ritenere “eccessivamente lungo un piano industriale che si sviluppa nei prossimi cinque anni. E’ inaccettabile un nuovo accordo che prevede migliaia di lavoratori in CIG per cinque anni, tremila per i primi due, nonostante l’immediata risalita produttiva a 5 milioni di tonnellate annue. Inoltre l’intesa del 10 dicembre cancella la garanzia occupazionale per i 1.600 lavoratori di Ilva As”.

“Se da un lato è positivo il rifacimento dell’Afo 5 con le migliori tecnologie esistenti – sottolinea – dall’altro riteniamo troppo lunghi i tre anni previsti per la realizzazione del forno elettrico e degli impianti di pre-ridotto”. “Per tutte queste ragioni – aggiunge Palombella – è indispensabile avviare al più presto un confronto di merito, in grado di poter modificare alcuni punti determinanti dell’accordo per assicurare una transizione produttiva ecosostenibile.

“Nel corso dell’incontro è Stato presentato l’esito del confronto tra Governo, ArcelorMittal e Invitalia in questi mesi per quanto riguarda l’accordo di coinvestimento ed i relativi assetti societari che peraltro confermano le anticipazioni di queste settimane e la necessità che su di esso si esprima l’Antitrust Europeo. Il piano industriale è stato presentato nelle sue linee fondamentali con qualche elemento di dettaglio in più. Si conferma, anche sul piano industriale, la sostanza delle anticipazioni con un progetto di ridefinizione degli assetti del sito di Taranto, con un ciclo di produzione misto tra altoforni e forno elettrico, oltre alla realizzazione di due impianti di produzione DRI”. Così, in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil e Gianni Venturi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile siderurgia.

“C’è una differenza sostanziale riguardo al tema dell’occupazione rispetto all’accordo del 2018 – proseguono – e preoccupa l’allungamento dei tempi. Ci troviamo di fronte ad un piano che prevede un allungamento di due anni, arriviamo al 2025. L’accordo del 2018 stabiliva il riassorbimento da subito di 10.700 lavoratori e il vincolo occupazionale per i 1700 lavoratori in amministrazione straordinaria, presenti nel sito di Genova dopo l’accordo di programma che ha portato alla chiusura dell’area a caldo”.

“I temi dell’innovazione, degli investimenti, della sostenibilità ambientale e delle ricadute occupazionali sono per noi tutti aperti e devono essere affrontati in un negoziato di cui nelle prossime ore si definirà l’agenda degli incontri di gennaio” concludono.

“L’incontro di oggi ha finalmente chiarito gli aspetti alla base dell’intesa di marzo tra Governo e azienda. Ma come ha ricordato anche Arcuri uno dei temi principali dell’intesa è l’accordo sindacale che non deve rappresentare solo da certificazione del coinvestimento tra il Governo e Ami, ma dovrà essere un’intesa che garantisca l’occupazione e dia tempi certi sugli investimenti”. Lo dichiara il Segretario generale della Fim Cisl, Roberto Benaglia.

“Seguiremo passo dopo passo, l’evolversi dell’intesa – prosegue – affinchè l’aumento graduale della produzione dia nuove opportunità agli impianti di finitura dei prodotti, come tubifici e laminazione. Il tema dell’occupazione resta centrale e deve avere non garanzie generiche ma fattuali. C’è tuttavia la necessità di comprendere concretamente, da qui al 2025, quando è prevista la piena occupazione, su quale tipo di ammortizzatori possiamo contare. Non possiamo permetterci che i lavoratori restino in cassa per 5 anni di fila”.
“Ci sono, poi, i 1600 lavoratori di Ilva in AS, che non possono essere esclusi dal perimetro della nuova intesa – aggiunge – Anche per loro va trovata una soluzione lavorativa dentro l’accordo”.

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