ex-Ilva, passa proposta Giorgetti di 13 settimane aggiuntive di CIG

(Teleborsa) – Si chiude con la promessa di 13 settimane di CIG l’incontro al MISE per i dipendenti dell’ex-Ilva di Taranto. Il Ministro Giancarlo Giorgetti, assieme al titolare del Lavoro Andrea Orlando ed al Ministro per il Sud Mara Carfagna, ha ricevuto il presidente della regione Puglia Emiliano, il presidente della regione Liguria Toti, ed i rappresentanti della regione Piemonte, azienda, Invitalia e sindacati.

La proposta di Giorgetti, approvata anche dall’azienda, prevede 13 settimane in aggiuntive di cassa integrazione, lo strumento più semplice, già individuato dal governo come soluzione privilegiata rispetto ai licenziamenti collettivi. Una soluzione individuata anche per prendere tempo, in attesa dell’approvazione del nuovo piano industriale, che dovrà riflettere la nuova realtà di un controllo pubblico-privato.

Giorgetti ha parlato di una “riunione molto positiva” ed ha precisato che il nuovo Piano “dovrà essere concordato con tutte le parti, azienda, sindacati e territorio ed in grado di gestire la situazione occupazionale coerentemente con le scadenze”.

Soddisfatta la leader della Fiom, Francesca Re David,, che parla di uno “strumento importante”, ma in relazione al nuovo piano precisa “vorremmo capire se vogliono discuterlo con noi o solo informarci”.

Esprime invece una grandissima “preoccupazione” e “delusione” il leader della Uilm, Rocco Palombella, spiegando “oggi non abbiamo avuto nessuna rassicurazione, non ci sono impegni formali sul piano industriale”. “L’incontro ha rimesso al centro tutte le questioni che sono rimaste aperte in tutto questo periodo. – spiega – Abbiamo avuto, da parte di Invitalia, la riconferma di un piano industriale che noi non abbiamo condiviso ma che loro ritengono sia il punto di partenza”

Il Governatore Emiliano ribadendo la necessità di tutelare la salute, l’ambiente ed il territorio, propende invece per “l’immediata chiusura degli impianti a caldo, l’inizio dei lavori anche con l’aiuto dell’Ue per la costruzione di forni elettrici, che devono funzionare a regime a idrogeno, ma che potrebbero funzionare inizialmente anche a gas, se l’idrogeno non fosse immediatamente disponibile”.. “O comincia una nuova era con riferimento a Taranto – rimarca – oppure non potranno neanche utilizzare i soldi dell’Ue per il Just transition fund”.

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