Ex Ilva, l’Altoforno 2 non sarà spento

(Teleborsa) – E’ scongiurato lo spegnimento dell’Altoforno 2 dell’ex Ilva di Taranto. Il Tribunale del Riesame ha accolto il ricorso presentato dai commissari dell’Ilva in amministrazione straordinaria contro la decisione di respingere l’istanza di proroga dell’uso dell’Autoforno 2.

Il collegio di giudici ha accolto l’appello proposto il 17 dicembre scorso, annullando l’ordinanza del Giudice Francesco Maccagnano del 10 dicembre e il provvedimento connesso del 12 dicembre concedendo all’amministrazione straordinaria la facoltà d’uso dell’Altoforno 2 subordinata all’adempimento delle residue prescrizioni.

Domani, 8 gennaio, non partirà quindi l’ultima fase dello spegnimento, da cui non si sarebbe più potuto tornare indietro per una normale ripresa dell’esercizio dell’Altoforno 2, con lo spegnimento definitivo che si sarebbe verificato intorno al 18 gennaio.

A questo punto può ripartire la trattativa tra ArcelorMittal e Governo per giungere ad un’intesa per il rilancio dell’Ex Ilva entro il 31 gennaio.

Scongiurato il pericolo di fermata dell’Afo 2 e dell’ex Ilva, ora ArcelorMittal rispetti le prescrizioni vincolanti emesse dal Giudice del Riesame per evitare di avere nei tempi prescritti rischi di incidenti, e non ritrovarci nelle medesime condizioni al termine dei tempi stringenti previsti dal dispositivo giudiziario” – afferma Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, commentando la decisione del Riesame sull’altoforno 2 dello stabilimento ex Ilva di Taranto. “Ora chiediamo il rientro al lavoro dei 1.273 in cigo e dei circa 1.900 in cigs per evitare migliaia di esuberi strutturali”.

Le lancette tornano indietro al 5 novembre 2019 – continua il leader Uilm – quando ArcelorMittal dichiarò di voler recedere dal contratto di affitto. È bene che l’azienda, i commissari straordinari e il Governo sappiano che questa decisione giudiziaria non risolverà i problemi drammatici che lo stabilimento di Taranto dovrà affrontare. Il verbale di accordo, sottoscritto lo scorso 20 dicembre tra l’azienda e i commissari, non risolve assolutamente le difficoltà esistenti e non dà nessuna certezza sulle prospettive future”.

È indispensabile – prosegue – che arrivi immediatamente, in concomitanza con l’avvio della trattativa tra ArcelorMittal, commissari e Governo, la convocazione di un tavolo sindacale. Qualsiasi ipotesi di accordo o assetti societari differenti, devono ripartire dalla conferma dell’accordo del 6 settembre 2018, dagli investimenti per un totale di 2,4 miliardi di euro, in particolare 1,1 miliardi per interventi ambientali e 1,3 miliardi per quelli impiantistici, la salvaguardia occupazionale di tutti i lavoratori, a partire da quelli che si trovano in Amministrazione straordinaria e quelli che sono nel sistema degli appalti”.

“Non faremo sconti a nessuno – aggiunge Palombella – e saremo contrari a qualsiasi rinnovo della cassa integrazione ordinaria mascherata da problemi di mercato. Il Governo farebbe bene a provvedere immediatamente a rispettare gli accordi sottoscritti e a ripristinare tempestivamente l’integrazione salariale al 10% per i lavoratori attualmente in cassa integrazione in Amministrazione straordinaria”.

“Purtroppo – conclude – questa vicenda ci deve far riflettere sui rischi che si possono correre qualora le parti in causa non assolvono a un ruolo di responsabilità che gli compete”.

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