Ex Ilva, l’8 luglio il tavolo al Mise con Acciaierie d’Italia e sindacati: invitato anche il ministro Orlando

(Teleborsa) – Si terrà giovedì 8 luglio un incontro al Mise al quale parteciperanno Acciaierie d’Italia e sindacati alla presenza del ministro per lo Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, che inviterà anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, insieme con tutte le parti interessate per discutere delle prospettive industriali e della situazione occupazionale.

“La Fim Cisl in più occasioni ha segnalato la gravità della situazione in cui versano tutti i lavoratori coinvolti e gli impianti del gruppo siderurgico. Ci sono lavoratori che da oltre 10 anni vivono solo di cassa integrazione. E questo non è possibile”, aveva dichiarato il segretario nazionale Fim Cisl, Valerio D’Alò, rilanciando la richiesta dei sindacati per la riapertura del tavolo di confronto sull’ex Ilva. “Ci sono impianti fermi o attivi al minimo che potrebbero soddisfare la richiesta esistente di Coils e Tubi, consentendo il rientro di diverse unità produttive – ha aggiunto –. Per i reparti storici delle manutenzioni, poi, occorrerebbe aprire un capitolo a parte, poiché serve chiarezza da parte del management circa le prospettive delle officine centrali e periferiche. Non possiamo permette ulteriori dilazioni dei tempi, ragion per cui necessita riaprire immediatamente un confronto tra tutti i soggetti interessati”.


La convocazione da parte del Mise è arrivata mentre i sindacati Fiom, Fim e Uilm chiedevano ad Acciaierie d’Italia un incontro urgente alla luce del pronunciamento del Consiglio di Stato sull’ex Ilva e dopo che la direzione “ha assunto la grave decisione di procedere unilateralmente, nonostante la forte ascesa del mercato dell’acciaio, alla collocazione in cassa integrazione ordinaria di oltre quattromila lavoratori dal 29 giugno per 12 settimane”. “Riteniamo – hanno sottolineato i sindacati – che occorra rapidamente individuare e mettere in campo le azioni, gli investimenti e le soluzioni, che possano costituire il rilancio del gruppo siderurgico”.

“Occorre a nostro avviso – hanno aggiunto Fim, Fiom e Uilm – ridurre drasticamente, fino al totale azzeramento, il ricorso alla cassa integrazione, riprendere la discussione sul piano industriale, definendo le caratteristiche e i tempi degli investimenti finalizzati al raggiungimento della sostenibilità ambientale”.

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