Evergrande come Lehman? Ferretti: “E’ improbabile. Da Xi soluzione senza shock”

(Teleborsa) – Evergrande è il tema dell’ultima Eco-pillola di Andrea Ferretti, Docente al master di Scienze economiche e bancarie della LUISS Guido Carli. L’esperto definisce la big cinese “un virus piuttosto pericoloso” perché colpisce il settore immobiliare.

Chi è Evergrande?

“Evergrande è il secondo colosso immobiliare cinese, – spiega ferretti – con circa 90 miliardi di fatturato e 200mila dipendenti, ed ha in ballo circa 1.300 progetti immobiliari in 280 città. Il padrone è Hui Ka Yan, nato poverissimo in un villaggio poverissimo, oggi è forse uno dei personaggi più ricchi della Cina. E’ soprannominato “cintura” perché nel congresso del popolo del 2012 si presentò con una cintura armata di Hermès”.

La crescita

“Evergrande negli ultimi anni è cresciuta a dismisura grazie al tumultuoso processo di urbanesimo che ha portato milioni di cinesi dalla campagna alla città, ma Evergrande è cresciuta soprattutto grazie a Hui Ka Yan che ha brillantemente usato i suoi strettissimi rapporti personali con l’apparato burocratico e politico della precedente gestione, per far ottenere ad Evergrande terreni interessantissimi a prezzi irrisori.

La crisi del settore

“Scoppia il Covid, la crescita cinese frena, la domanda di abitazioni in città crolla e sorgono intere città fantasma. Evergrande si ritrova con 800 complessi residenziali incompiuti che nessuno vuole più”

La crisi finanziaria

“Evergrande entra in crisi con debiti per 305 miliardi di dollari, perché tutta quella crescita tumultuosa si basava proprio sul debito. Evergrande non riesce più a far fronte ai propri impegni finanziari, a pagare le proprie cedole, l’ultima l’11 ottobre scorso per 127 milioni di dollari. La quotazione della società crolla del 90% da inizio anno”.

Evergrande non può fallire

“A questo punto sorge spontanea una domanda: i cinesi faranno fallire Evergrande come gli americani hanno fatto fallire la Lehman?”, domanda l’economista Ferretti.

“Riterrei molto improbabile che il presidentissimo Xi faccia fallire la Evergrande, non per motivi tecnici o economici, ma per motivi squisitamente politici. Il primo di questi motivi è che la politica della prosperità sociale di Xi, ma l si concilia con la rabbia sociale di milioni di cinesi travolti da Evergrande. Inoltre, il fallimento di Evergrande ed il conseguente contagio dell’economia cinese mal si concilia con gli obiettivi di Xi, che sono la consacrazione a presidente a vita al prossimo congresso nel 2022 ed il sorpasso dell’economia americana nel 2049”.

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