Eurozona vicina allo stallo, peggiora settore manifatturiero

(Teleborsa) – L’economia dell’Eurozona si è avvicinata a livelli di stagnazione alla fine del terzo trimestre, con il più rapido crollo della domanda di beni e servizi in oltre sei anni. Al peggioramento della recessione manifatturiera, che ha indicato la più forte flessione della produzione dal 2012, si è aggiunta l’espansione più lenta del settore terziario.

Nel frattempo, calano sia la crescita occupazionale che la pressione dei prezzi e la fiducia sulle prospettive future è rimasta ai livelli più bassi in sette anni.

Secondo la stima dei dati flash, l’Indice PMI IHS Markit Composito dell’Eurozona, da 51,9 punti di agosto è sceso a settembre a 50,4 indicando la più debole espansione della produzione manifatturiera e terziaria da giugno 2013. Il peggioramento è stato causato dal primo crollo dei nuovi ordini di beni e servizi da gennaio scorso, segnando la contrazione più netta da giugno 2013.

L’indagine ha messo in risalto le attuali preoccupazioni in merito alle guerre commerciali e alle ansie geopolitiche, soprattutto Brexit,
esasperando i timori di un peggioramento delle prospettive di crescita economica e delle condizioni future della domanda, sia a livello nazionale che globale.

A livello nazionale, in Germania la produzione ha indicato la prima contrazione da aprile 2013 ed al tasso più netto da ottobre 2012. In Francia, visto che gli ordini esteri sono tornati a peggiorare, i livelli di crescita della produzione e dei nuovi ordini sono scesi ai minimi in quattro mesi. Anche nel resto dell’Eurozona la crescita si è indebolita, segnando i minimi da novembre 2013.

I dati dell’indagine indicano che il PIL del terzo trimestre dovrebbe aumentare di appena lo 0,1%, con un indebolimento verso la fine del trimestre. Il settore industriale va di male in peggio, soffrendo la contrazione maggiore dal 2012. Detto ciò, la tendenza che desta ulteriori preoccupazioni è l’allargamento del malessere al settore dei servizi, il cui tasso di crescita è rallentato segnando uno dei valori più deboli dal 2014 – commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit – secondo il quale con dati come questi “aumenteranno le pressioni sulla BCE per aggiungere ulteriori stimoli a quelli appena varati”.

(Foto: © iloveotto/123RF)

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