Eurozona, settore servizi regge onda d’urto della guerra ma fino a quando?

(Teleborsa) – Resta in espansione l’attività del terziario dell’Eurozona a maggio, che prosegue la ripresa post-pandemia a dispetto delle tensioni sui prezzi e del conflitto in Ucraina. A maggio, l’indice dei direttori d’acquisto delle attività terziarie nella Zona Euro si è attestato a 56,1 punti dai 56,3 precedenti, e viene rivisto al ribasso rispetto ai 56,3 della stima preliminare e del consensus.

Nello stesso periodo il PMI Composite viene indicato in calo a 54,8 punti da 54,9 punti precedenti ed attesi. Il PMI manifatturiero, uscito due giorni fa, aveva evidenziato un impatto più marcato del conflitto in Ucraina ed aveva segnalato un calo più dforte a 54,6 punti.

Per quanto riguarda le economie più importanti dell’Area Euro, l’Italia vede scendere il PMI composito a 52,4 punti da 54,5, dopo che il PMI dei servizi è diminuito a quota 53,7 da 55,7 ed era atteso a 54,5. In Francia, il PMI composito cala a 5 7 punti da 57,1 e quello del terziario a 58,3 da 58,4. La Germania vede calare il PMI composito a 53,7 punti (sotto i 54,6 stimati) e il PMI servizi a 55 (consensus 56,3). Infine, la Spagna evidenzia un peggioramento del PMI servizi a 56,5 punti ma risulta sopra le attese di 56 punti.

“La forte domanda di servizi ha contribuito a mantenere un ritmo sostenuto di crescita economica a maggio, suggerendo che l’eurozona si sta espandendo ad un tasso di crescita del PIL di poco più dello 0,5%. Tuttavia, i rischi sembrano essere sbilanciati verso il basso i prossimi mesi”, afferma il capo economista Chris Williamson, aggiungendo “il settore manifatturiero resta condizionato dalla carenza di approvvigionamenti e sia le imprese che le famiglie restano afflitte da un’impennata costi”.

“Chiaramente i prossimi mesi saranno impegnativi per la regione e – sottolinea – una recessione economica non può essere esclusa nonostante l’incoraggiante espansione del settore dei servizi”.

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