Eurozona, rallenta la crescita a marzo

(Teleborsa) – Le condizioni operative del settore manifatturiero dell’Eurozona si sono portate, nel mese di marzo, al tasso più debole in otto mesi, continuando il rallentamento del dopo fine anno.

I tassi di espansione sono diminuiti in tutte le nazioni coperte dall’ultima indagine PMI e nei sottosettori dei beni di consumo, intermedi e di investimento.

L’Indice finale IHS Markit PMI del settore manifatturiero dell’Eurozona si è attestato a 56,6 punti, valore invariato rispetto alla precedente stima flash e ulteriormente al di sotto del valore record di dicembre. L’ultimo indice e la media del primo trimestre di 58,2 rimangono tuttavia indicativi di una solida crescita.

Paesi Bassi (61,5 punti), Germania (58,2 punti) e Austria (58 punti) sono state le nazioni a riportare i risultati migliori, ma anche tutte
le altre nazioni coperte dall’indagine hanno osservato solidi tassi di crescita. L’aumento più debole è stato segnalato in Francia (53,7 punti) e in Irlanda (54,1 punti).

L’ennesimo rallentamento del PMI “riflette principalmente l’espansione più lenta della produzione manifatturiera e dei nuovi ordini ricevuti, entrambi in aumento al livello più basso da novembre 2016″. Anche le esportazioni (incluse quelle intra eurozona), che però non compongono il PMI, sono diminuite al valore più basso in 15 mesi.

A marzo, una creazione occupazionale è stata riportata in tutte le nazioni coperte dall’indagine, la maggiore è stata osservata nei Paesi Bassi, Austria e Germania. Ad ogni modo, in linea con la tendenza della produzione, i tassi di espansione sono diminuiti in tutte le nazioni. 

L’indagine di marzo ha osservato il maggiore crollo del PMI manifatturiero da giugno 2011 e il terzo rallentamento consecutivo del tasso di espansione” – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist, presso IHS Markit – aggiungendo che “considerati gli standard storici rimane elevato il tasso generale di crescita, con valori PMI decenti osservati in tutte le nazioni, inclusa la Grecia a prova di una stabile e generale espansione. Il settore manifatturiero – conclude – dovrebbe quindi fornire un ulteriore contributo alla crescita del PIL del primo trimestre, inoltre la presenza di una sostenuta pressione inflazionistica sarà ben accolta da parte dei responsabili delle politiche economiche”.

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