Eurozona, prospettive di crescita in peggioramento, la Francia rimane l’anello più debole

(Teleborsa) – Con la contrazione della Francia, la crescita economica dell’Eurozona scende ai minimi su tredici mesi.

L’indagine Markit rileva che, a febbraio, si è assistito ad un rallentamento generale dell’economia del settore privato dell’Eurozona. I tassi di espansione della produzione sono rallentati in Germania, Italia, Spagna e Irlanda, mentre la Francia è tornata in contrazione per la prima volta in 13 mesi. Le pressioni sui prezzi sono rimaste negative, con cali modesti sia nei prezzi d’acquisto che di vendita.

L’Indice Markit PMI della Produzione Composita nell’Eurozona finale di febbraio è diminuito a 53 punti, la lettura più bassa da gennaio dello scorso anno, ma superiore alla recente stima flash di 52,7. I tassi di crescita della produzione sono rallentati sia nel manifatturiero (minimo su 12 mesi) che nel terziario (minimo su 13 mesi).

Quanto all’occupazione è aumentata per il sedicesimo mese consecutivo, con aumenti degli organici sia nel manifatturiero che nel terziario. I livelli occupazionali di febbraio delle quattro principali economie dell’Eurozona sono aumentati. In Germania e Italia si sono registrate crescite modeste; la Spagna ha segnato un tasso di incremento più rapido. Anche in Francia si è avuto un rialzo, ma si è mantenuto marginale ed il più debole dei quattro paesi.

L’Indice delle Attività Terziarie dell’Eurozona di febbraio, segnando 53,3 e diminuendo rispetto a 53,6 di gennaio, ha toccato i minimi da gennaio 2015. Tre economie terziarie tra le quattro principali (Germania, Italia e Spagna) hanno indicato un aumento dell’attività, mentre la Francia è ricaduta nel territorio della contrazione.

“I dati dell’indagine hanno mostrato una prospettiva di crescita economica in ulteriore peggioramento rispetto al già esiguo tasso vistosi verso la fine dello scorso anno con una crescita del PIL del solo 0,3%” commenta Chris Williamson, Chief Economist presso Markit, secondo il quale “la generale delusione aumenta le probabilità che la BCE agisca con vigore per evitare un’altra recessione”.

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