Eurozona prosegue sulla strada di un’espansione solida e generalizzata

(Teleborsa) – “Nell’area dell’euro prosegue un’espansione solida e generalizzata. Nel terzo trimestre del 2017 il PIL in termini reali è salito dello 0,7% sul periodo precedente, sospinto dal contributo positivo della domanda interna e delle esportazioni nette, dopo un aumento di pari misura nel secondo trimestre”. Lo rivela il Bollettino economico della Banca Centrale Europea (BCE), sottolineando che gli indicatori economici più recenti, basati sia su dati reali sia sui risultati delle indagini, rimangono elevati e confermano le aspettative di una crescita robusta e protratta intorno al volgere dell’anno, a un ritmo simile a quello osservato nei due trimestri precedenti.

L‘Eurotower ritiene  che “i rischi per la crescita nell’area dell’euro siano sostanzialmente bilanciati. Da un lato, il forte slancio congiunturale prevalente potrebbe dar luogo a ulteriori sviluppi inattesi, in senso positivo, per la crescita nel breve periodo. Dall’altro, i rischi al ribasso rimangono principalmente riconducibili a fattori di carattere globale, fra cui gli andamenti dei mercati valutari”.

L’economia mondiale continua a espandersi a ritmi sostenuti, evidenziando segnali crescenti di sincronizzazione. L’attività economica beneficia di condizioni finanziarie favorevoli a livello mondiale e di una dinamica positiva degli indicatori del clima di
fiducia. Il rialzo dei corsi petroliferi ha contribuito alla crescita dell’inflazione a livello mondiale, mentre l’inflazione al netto dei beni energetici e alimentari è rimasta più stabile.

Riguardo ai mercati dei cambi, “la recente volatilità del tasso di cambio rappresenta una fonte di incertezza da tenere sotto osservazione per le sue possibili implicazioni sulle prospettive a medio termine della stabilità dei prezzi”, spiega la BCE ricordando che l’euro “si è complessivamente apprezzato su base ponderata per l’interscambio rispetto al dollaro”.

In Italia si è ampliato il differenziale dei rendimenti sui titoli di Stato “per effetto delle percezioni del mercato sull’acuirsi dell’incertezza politica”.

Non poteva mancare un accenno alla crisi dei rifugiati che ha portato a un notevole aumento dei flussi di immigrazione verso la Germania, l’Italia e l’’Austria, anche se l’impatto sulla forza lavoro finora è rimasto limitato. Nei maggiori paesi dell’area dell’euro – prosegue il Bollettino – gli immigrati hanno un’età media inferiore e un livello di istruzione medio lievemente inferiore rispetto ai cittadini dei paesi ospiti. In tali Paesi, la quota di cittadini stranieri in età lavorativa (dai 15 ai 64 anni) è più ampia di quella dei cittadini dei Paesi stessi. Questo –  precisa la BCE – suggerisce inoltre che l’aumento del numero di lavoratori più anziani all’interno della popolazione in eta’ lavorativa sarebbe stato ancor più pronunciato senza i recenti flussi migratori.

Sulla base dei risultati dell’analisi economica e dei segnali provenienti dall’analisi monetaria, il Consiglio Direttivo ha confermato che è necessario continuare a fornire un grado elevato di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2%.

Eurozona prosegue sulla strada di un’espansione solida e ge...