Eurozona pronta per ritrovare slancio. Migliora anche PMI terziario

(Teleborsa) – L’economia dell’Eurozona si conferma in recupero e, sebbene se persistano molte differenze al suo interno, sembrerebbe ormai pronta per uno slancio del suo ritmo di crescita. E’ quanto emerge dall’indice PMI dei servizi e composito elaborato da IHS Markit sulla base del consueto sondaggio mensile condotto fra i direttori acquisti delle aziende.

A gennaio l’indice dei direttori d’acquisto delle attività terziarie nella Zona Euro si è attestato a 52,5 punti dai 52,8 precedenti e risulta lievemente superiore al consensus di 52,2. Nello stesso periodo il PMI Composite viene indicato in aumento a 51,3 punti da 50,9 e risulta superiore alle attese (50,9). Anche il PMI manifatturiero uscito due giorni fa aveva evidenziano un miglioramento a 47,9 punti.

Per quanto riguarda le economie più importanti dell’Area Euro, l’Italia vede salire il PMI composito a 50,4 punti, di nuovo in zona espansione, dopo il miglioramento del PMI servizi a 51,4 da 51,1 (attese 50,2). In Francia, il PMI composito scende più delle attese a 51,1 (consensus 51,5) e quello del terziario a 51 (atteso 51,7. La Germania vede salire il PMI composito a 51,2 punti (oltre i 51,1 stimati) ed il PMI servizi a 54,2 in linea con le previsioni. Infine, la Spagna evidenzia un peggioramento del PMI servizi a 52,3 punti sotto le attese (53,9).

Chris Williamson, capo economista di IHS Markit, ha spiegato che l’indice PMI composito ha registrato il valore più alto da agosto, indicando la possibilità di un “punto di svolta” per l’economia dell’Eurozona.

Nonostante l’indagine segnali una crescita trimestrale del PIL appena inferiore allo 0,2% – ha spiegato – il settore manifatturiero sembra finalmente essersi stabilizzato dopo una pesante recessione e la crescita del terziario ha invece resistito con successo. “La fiducia sulle prospettive future – ha aggiunto – è fortemente migliorata dalla fine dello scorso anno, riuscendo a toccare il valore più alto in 16 mesi ed i timori che la recessione del manifatturiero si propaghi nel terziario si sono attenuati, contribuendo a loro volta a placare il rischio di recessione”.

“Con il procedere di questo 2020 ci aspettiamo di assistere ad un progressivo aumento”, ha concluso Williamson, ricordando che fra i fattori di rischio persistono eventuali riacutizzazioni delle tensioni commerciali, cui si aggiunge oggi l’interrogativo per l’impatto del Coronavirus.

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