Eurozona, PMI manifatturiero raggiunge nuovo record a giugno

(Teleborsa) – A giugno la crescita del settore manifatturiero dell’eurozona ha raggiunto un nuovo picco. Lo conferma l’ultimo report di Markit sui PMI, gli indici sulle aspettative dei direttori acquisti delle aziende manifatturiere. L’indice PMI ha ritoccato il proprio record per il quarto mese consecutivo, attestandosi a 63,4 punti. Il dato è più elevato dei 63,1 punti di maggio e della precedente stima flash.

Ancora una volta, tutti e tre i sotto-settori hanno registrato forti miglioramenti delle condizioni operative. In linea con la recente tendenza, sono stati i produttori di beni di investimento a registrare la crescita più forte, seguiti da quelli dei beni intermedi che hanno riportato il migliore PMI della storia dell’indagine. I produttori di beni di consumo continuano ad arrancare, anche se con la crescita maggiore da giugno 2000

A livello nazionale, il PMI in Italia si è portato a 62,2 punti dai 62,3 precedenti, risultando uguale al consensus. Il PMI della Germania è salito a 65,1 punti rispetto ai 64,4 precedenti e ai 64,9 attesi. Il dato della Francia si è attestato a 59 punti, dai 59,4 precedenti e rispetto ai 58,6 attesi, mentre la Spagna registra un miglioramento a 60,4 punti dai 59,4 del mese precedente e rispetto ai 59,3 attesi.

“La velocità dello scatto della domanda ha creato al momento una fase di mercato del venditore, visto che i problemi sulla capacità e sui trasporti hanno limitato la disponibilità di beni presso le fabbriche – commenta il capo economista di IHS Markit, Chris Williamson – Tale situazione a sua volta ha spinto i prezzi di vendita al rialzo a un tasso mai osservato in precedenza dall’indagine. I manifatturieri sono chiaramente disposti a pagare di più per assicurarsi una fornitura adeguata di beni chiave”.

“Rimangono diffuse problematiche come la congestione portuale e la carenza di container che però dovrebbero presto dissolversi con il passare della ricrescita iniziale post pandemia – ha aggiunto – Allo stesso modo, nei mesi recenti abbiamo assistito alla crescita di scorte di sicurezza, le aziende infatti hanno cercato di proteggersi contro possibili interruzioni sulla fornitura futuri. Questi aumenti hanno aggravato lo squilibrio a breve termine della domanda e dell’offerta ma non appena ci sarà un numero adeguato di giacenze presso i magazzini, questo effetto dovrebbe svanire”.

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