Eurozona, nel 2014 cala il deficit ma sale il debito. Italia promossa in extremis

Lo scorso anno deficit e debito hanno viaggiato su corsie opposte in Eurozona.

L’Eurostat fa sapere che nel 2014 il rapporto deficit/PIL è sceso al 2,6% rispetto al 3% dell’anno precedente in Eurozona, e dal 3,3% al 3% nell’Europa dei 28.

Il rapporto debito/PIL, invece, è aumentato dal 91,1% al 92,1% nell’Area euro e dall’85,5% all’86,8% nell’intera Unione Europea.

Tra gli Stati membri dell’UE, Danimarca, Lussemburgo, Estonia e Germania hanno registrato un avanzo primario, mentre 14 Nazioni hanno deficit al 3% o maggiore. Cipro e Portogallo, per esempio, hanno un rapporto deficit/PIL rispettivamente dell’8,9% e del 7,2% mentre l’Italia (3%) rientra nei parametri di Maastricht.

I Paesi meno indebitati sono invece Estonia, Lussemburgo, Bulgaria e Romania, quelli più indebitati sono Grecia (rapporto debito/PIL al 106,7% ), Italia (132,3%), Portogallo, Cipro, Irlanda e Belgio.

Sempre oggi l’ISTAT ha confermato, per il 2014, un indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche (-49.038 milioni di euro) pari al 3% del PIL, risultando in aumento di circa 1,7 miliardi rispetto al 2013 (-47.307 milioni di euro, corrispondente al 2,9% del PIL).

Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari all’1,6% del PIL, con una diminuzione di 0,3 punti percentuali rispetto al 2013. La spesa per interessi che, secondo le nuove regole non comprende l’impatto delle operazioni di swap, è stata pari al 4,6% del PIL, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto al 2013.

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