Eurozona, indici PMI segnalano recessione

(Teleborsa) – Ad inizio del quarto trimestre, l’economia dell’eurozona è scivolata in una contrazione maggiore, al tasso di declino più rapido da aprile 2013, ad esclusione dei periodi di chiusura pandemica. Il manifatturiero, in particolare i settori ad alta intensità energetica, ha riportato la perdita di produzione più elevata, ma anche l’attività terziaria ha continuato a ridursi ad un tasso accelerato a causa dell’attuale crisi del costo della vita e le generali incertezze sull’economia.

La Germania ha registrato la contrazione economica più elevata (indice a 44,1 punti, il valore più basso da maggio 2020 e, escludendo la pandemia, il più debole da giugno 2009) mentre in Francia la crescita è andata quasi in stallo (PMI composito a 50 da 51,2 di settembre, rappresentando quindi il primo mese in cui la produzione non è aumentata da marzo 2021). Anche se la carenza di rifornimenti è diminuita, le pressioni inflazionistiche sono rimaste elevate a causa degli alti costi energetici ed il rialzo delle pressioni salariali. Intanto, fiducia per l’anno prossimo si è posizionata su uno dei più bassi valori degli ultimi due anni, stabilizzandosi da settembre.

Dalla lettura dei dati preliminari flash, che si basano approssimativamente sull’85% delle risposte totali dell’indagine, l’Indice destagionalizzato S&P Global PMI Composito della Produzione dell’Eurozona di ottobre è diminuito da 48,1 di settembre a 47,1 di ottobre. Salgono dunque a quattro i mesi consecutivi in cui l’indice PMI registra un valore inferiore alla soglia di non cambiamento di 50, segnalando una contrazione. Il tasso di declino è accelerato nel corso del mese ed è stato il più rapido da
novembre 2020. Ad esclusione dei periodi di chiusura pandemica, quest’ultima lettura è stata la più bassa da aprile 2013.“Considerato il calo maggiore della produzione e il peggioramento della domanda osservato ad ottobre, l’economia dell’eurozona pare sia destinata a contrarsi durante il quarto trimestre, aggiungendo speculazioni di una sempre più inevitabile recessione – ha affermato Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global Market Intelligence commentando i dati del PMI flash -. Malgrado il Flash PMI di ottobre sia rimasto coerente col crollo modesto del PIL dello 0,2%, la domanda è calata notevolmente e le aziende hanno espresso una crescente preoccupazione sul livello elevato delle giacenze e le vendite più basse rispetto alle aspettative, soprattutto con l’approssimarsi dell’inverno. I rischi sono quindi rivolti ad un ribasso destinato ad accelerare verso la fine dell’anno“.

“La pressione sui prezzi – ha sottolineato Williamson – è rimasta nel frattempo ostinatamente elevata, visto che l’aumento dei costi energetici e del personale e l’indebolimento dell’euro controbilanciano qualsiasi abbassamento di prezzo dei beni legato al miglioramento della condizioni della fornitura. L’alto valore degli indicatori dei prezzi dell’indagine pertanto costringerà la BCE a rafforzare ulteriormente la politica monetaria nei prossimi mesi – ha aggiunto – nonostante il crescente rischio di recessione. Ma è probabile – ha aggiunto – che alcuni responsabili delle politiche monetarie considerino con sempre più a disagio gli effetti economici di un inasprimento troppo aggressivo delle politiche per contrastare altre difficoltà economiche”.

(Foto: © iloveotto/123RF)