Eurozona, indici PMI segnalano battuta d’arresto crescita

(Teleborsa) – Si deteriorano ancora le condizioni economiche dell’Eurozona a luglio. Lo confermano i dati prelimiari relativi all’indice dei direttori acquistio delle aziende (PMI), che indicano un deterioramento dell’attività più forte del previsto, causato dalla frenata del settoire manifatturiero.

Dalla lettura dei dati preliminari “flash”, l’Indice PMI Composito a luglio si è attestato a 51,5 punti, in ribasso rispetto a 52,2 di giugno ed ai minimi da 3 mesi. Le attese del mercato erano per un livello di 52,1 punti.

Il PMI Manifatturiero indica invece una diminuzione a 46,4 punti dai 47,6 precedenti, ai minimi da 75 mesi e sotto quota 50, che denota contrazione dell’attività. L’indicatore è anche peggiore delle previsioni degli analisti che avevano stimato un livello invariato a 47,6 punti.

Rallenta leggermente il settore servizi, con il relativo PMI delle attività terziarie che si porta a 53,3 punti dai 53,6 punti precedenti, in linea con il consensus.

Fra le maggiori economie europee, la Germania ha registrato una contrazione dell’attività nel mese di luglio con un PMI composito a 51,4 da 52,6 e sotto attese ed un PMI manifatturiero in caduta a 43,1 da 45 (attese 45,1). Male anche la Francia, dove il PMI composito scende a 51,7 da 52,7 (consensus 52,5) ed il manifatturiero a 50 da 51,9 (attesdo 51,6).

“L’economia della zona euro è tornata a cadere a luglio, il PMI ha eroso i guadagni visti a maggio e giugno e segnala una delle espansioni più deboli degli ultimi sei anni”, ha confermato Chris Williamson, Chief Business Economist di Markit, aggiungemndo “il ritmo della crescita del PIL sembra destinato ad indebolirsi rispetto al tasso dello 0,2% indicato per il secondo trimestre, più vicino allo 0,1% indicato per il terzo trimestre”.

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