Eurozona, il settore manifatturiero scivola in zona contrazione

(Teleborsa) – Nel mese di febbraio, nonostante la leggera accelerazione della produzione del settore privato, il tasso di espansione dell’Eurozona è rimasto debole. A pesare sulla prestazione economica complessiva è stato peraltro il settore manifatturiero, scivolato in zona contrazione durante il mese.

Dalla lettura dei dati preliminari flash, l’Indice IHS Markit PMI Composito dell’Eurozona di febbraio si è attestato a 51,4 punti, in rialzo rispetto a 51 di gennaio e segnando il valore più alto in tre mesi. Le attese del mercato erano per 51,1 punti.

Il PMI del Settore Manifatturiero indica invece una diminuzione a 49,2 punti, sotto quota 50 che separa l’espansione dalla contrazione, dai 50,5 punti di gennaio, portandosi sui minimi degli ultimi 68 mesi. Il dato è peggiore delle previsioni degli analisti che avevano stimanto un livello a 50,3 punti.

Sale invece il settore servizi, con il relativo PMI delle attività terziarie che si porta a 52,3 punti dopo i 51,2 punti di gennaio. Il consensus prevedeva un livello a 51,5 punti.

Fra le maggiori economie europee, la Germania ha registrato una contrazione dell’attività nel mese di gennaio. Nel Paese il PMI manifatturiero scende da 49,7 a 47,6 punti, sui minimi da 74 mesi; in ripresa il composito a 52,7 da 52,1 mentre i servizi salgono a 55,1 da 53 punti.

In Francia, il PMI manifatturiero segna un rialzo a 51,4 dai 51,2 punti di gennaio. Sale anche il composito a 49,9 da 48,2, mentre i servizi crescono a 49,8 da 47,8.

L’economia dell’Eurozona di febbraio è rimasta vicina alla stagnazione – ha commentato, Chris Williamson, Chief Business Economist di Markit – . Nel corso del mese, il PMI flash ha indicato solo un leggerissimo rialzo, continuando a registrare uno dei tassi di espansione più deboli dal 2014. I dati dell’indagine ci suggeriscono che è improbabile che nel primo trimestre il PIL superi lo 0,1% di crescita. La Germania si prepara a crescere dello 0,2%, grazie al supporto del settore terziario, ma la Francia sembra destinata alla stagnazione o addirittura ad una leggera contrazione. Nel frattempo, il resto della regione, sta vivendo il suo periodo peggiore da fine 2013, con una crescita a febbraio scivolata quasi in zona stagnazione”.

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