Eurozona, frena ancora la crescita a settembre

(Teleborsa) – Con la carenza di beni che ha ostacolato sia la produzione manifatturiera che quella terziaria, la crescita economica dell’eurozona di settembre ha indicato un rallentamento per il secondo mese consecutivo, segnando un ulteriore arretramento dal record in 15 anni di luglio. Anche gli indici relativi ai nuovi ordini e all’occupazione hanno indicato tassi più deboli di espansione, mentre le previsioni future hanno segnato il minor livello di ottimismo da febbraio.

Nel frattempo le pressioni inflazionistiche di settembre sono aumentate, con lo stesso rialzo record dei prezzi di acquisto raggiunto per la seconda volta da luglio 1998. I prezzi di vendita sono a loro volta saliti ad un ritmo superato solo da quelli registrati a giugno e luglio scorsi.

L’Indice IHS Markit PMI della Produzione Composita dell’Eurozona destagionalizzato è sceso a 56,2 a settembre da 59 di agosto, toccando il valore più basso da aprile. Nonostante indichi una forte espansione dell’attività economica, segna anche un considerevole rallentamento dai valori di crescita cui abbiamo assistito tra giugno e agosto, che sono stati tra i più rapidi in 23 anni di storia dell’indagine.
L’Indice IHS Markit PMI dell’Attività Terziaria dell’Eurozona è sceso a settembre a 56,4, il valore minimo da aprile, mostrando un’elevata riduzione da 59 di agosto. Detto ciò, l’indice di settembre ha comunque mostrato una forte espansione dell’attività economica terziaria.

Per il quinto mese consecutivo, la domanda di servizi pervenuta a settembre al terziario dell’eurozona è aumentata, anche se al ritmo più debole della sequenza. Le nuove commesse estere hanno segnato un rialzo solo marginale in quest’ultima indagine, dopo il periodo di forte incremento dei tre mesi precedenti. Le aziende hanno continuato ad assumere personale aggiuntivo ad un ritmo elevato, sebbene l’aumento occupazionale registrato a settembre sia rallentato al minimo in quattro mesi. L’ulteriore incremento di posti di lavoro è legato al rialzo di commesse acquisite (ma non ancora completate).

L’attuale situazione economica dell’eurozona è una sgradita combinazione di crescenti pressioni sui prezzi e crescita più lenta. Entrambi i fattori sono legati alla carenza di materiale, specialmente nel manifatturiero che ha registrato un maggiore rallentamento della crescita produttiva rispetto al terziario – dichiara Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit -. Anche se al momento il tasso generale di espansione si mantiene forte rispetto ai dati storici, l’economia sta entrando nel trimestre finale dell’anno in una parabola di crescita rallentata. La riduzione del livello di ottimismo ai minimi da febbraio aggiunge ulteriori rischi al ribasso a tale prospettiva”.

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Eurozona, frena ancora la crescita a settembre