Eurozona, crescita crolla al valore più basso in quattro anni

(Teleborsa) – Gli ultimi dati flash dell’indagine PMI curata da Markit hanno indicato un rallentamento della crescita dell’attività economica dell’Eurozona, fino a segnare a dicembre il valore più debole in più di 4 anni. Si è registrata quasi una stagnazione del flusso di nuovi ordini, mentre l’occupazione è scivolata ai minimi in due anni e l’ottimismo è peggiorato. L’avvisaglia di un rallentamento della crescita economica si è aggravata dalle proteste francesi e dall’attuale debolezza del mercato delle auto. Allo stesso tempo, rallenta la tendenza al rialzo della pressione sui prezzi.

Dalla lettura dei dati flash dell’indagine, che raccoglie l’85% circa delle consuete risposte mensili, l’Indice IHS Markit PMI Composito
dell’Eurozona è crollato da 52,7 punti di novembre a 51,3 di dicembre, indicando il valore minimo da novembre 2014.

In Germania, la produzione è aumentata al tasso più lento in quattro anni. Il settore terziario ha mantenuto un tasso di espansione leggermente più rapido del manifatturiero, anche se ha indicato un leggero miglioramento del ritmo di crescita della produzione con aziende che hanno sempre più consumato l’accumulo dell’inevaso. I nuovi ordini ricevuti dalle imprese tedesche sono diminuiti per il
terzo mese consecutivo, indicando la più forte contrazione in poco più di quattro anni.

Negli altri paesi, il tasso di crescita della produzione ha segnato un valore leggermente maggiore della media dell’Eurozona per la prima volta da maggio, e purtuttavia indicando un peggioramento dell’espansione ai minimi in poco più di cinque anni.

Anche l’inflazione sui prezzi di vendita si è attenuata fino a raggiungere i valori minimi da settembre dello scorso anno. In Germania,
l’inflazione si è comunque mantenuta più forte rispetto alla Francia e a tutti gli altri paesi dell’Eurozona.

“Se parte della contrazione riflette i disagi dell’operatività commerciale e dei trasporti derivata dalla protesta dei “gilet gialli” in Francia, è anche la conseguenza della diffusione dell’indebolimento del tasso di crescita su tutta l’area della moneta unica” – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit – aggiungendo che “il clima economico e politico globale preoccupa le imprese dell’Eurozona. Situazione questa inoltre aggravata dalle guerre commerciali e dalla Brexit. Per di più l’indagine evidenzia quanto il settore automobilistico sia in difficoltà e quanto stia agendo da traino per l’economia del settore dell’intera regione”.

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