Eurozona al collasso. Indici PMI a minimi da recessione 2009

(Teleborsa) – L’Eurozona conferma un tracollo del settore manifatturiero a marzo, dopo che la pandemia di Covid-19 ha raggiunto l’Italia e l’Europa, costringento tutti i governi dell’area a varare rigidissimi provvedimenti di lockdown e fermando il motore dell’economia, le imprese.

A marzo, infatti, l’indice PMI manifatturiero si è portato a 44,5 punti, al di sotto dei 44,8 della lettura preliminare e del consensus di 44,7 ed in netto peggioramento rispetto ai 49,2 di gennaio. L’indicatore dello stato di salute del settore manifatturiero si allontana così dalla soglia dei 50 punti, denotando condizioni di difficoltà per le imprese del manifatturiero ed una quasi certa recessione.

A livello nazionale, il PMI in Italia si è portato a 40,3 punti dai 48,7 precedenti, risultando al di sotto dei 40,5 del consensus. Il PMI della Germania è sceso a 45,4 punti rispetto ai 45,7 precedenti ed ai 45,5 del consensus. Il dato della Francia si è attestato a 43,2 punti dai 49,8 precedenti, anche se risulta superiore ai 42,9 attesi, mentre la Spagna è scivolata a 45,7 punti dai 50,4 del mese precedente e si confronta con i 44 attesi.

“Sebbene diminuito al livello più basso in sette anni e mezzo, il crollo del PMI non rispecchia la sua reale entità in quanto include i ritardi della catena di distribuzione, che di fatto hanno un effetto positivo sul valore totale”, precisa il capo economista di IHS Markit, Chris Williamson, aggiungendo “per capire meglio la gravità della situazione e su come il collasso del settore manifatturiero colpirà l’intera economia, dobbiamo osservare la produzione e i nuovi ordini. Questi indici infatti suggeriscono un crollo della produzione al tasso maggiore dal 2009, che sta raggiungendo una contrazione annuale a doppia cifra”.

“La preoccupazione è che il peggio del declino deve ancora materializzarsi”, ammette l’economista, concludendo che “chiusure delle aziende, isolamento collettivo e aumento della disoccupazione probabilmente avranno ripercussioni senza precedenti sulla spesa in tutto il mondo, abbattendo la domanda di un vasto numero di beni. Le sole eccezioni saranno per le aziende produttrici di alimenti e quelle farmaceutiche, mentre le altre fasce del settore manifatturiero potrebbero osservare contrazioni mai osservate finora”.

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Eurozona al collasso. Indici PMI a minimi da recessione 2009