Eurozona, a maggio ennesima contrazione dell’economia manifatturiera

(Teleborsa) – A maggio rimane confinata in territorio di contrazione l’economia manifatturiera dell’Eurozona. Dopo le dovute destagionalizzazioni, l’Indice finale IHS Markit PMI, del Manifatturiero dell’Eurozona ha registrato un valore al di sotto della soglia neutra di non cambiamento di 50 punti, per il quarto mese consecutivo, raggiungendo lo stesso valore della precedente stima flash, di 47,7. Tale valore è stato leggermente in discesa da quello di aprile di 47,9 e vicino al livello più basso in quasi sei anni registrato a marzo.

Tra le nazioni monitorate, la Germania ha continuato a fare i conti con il peggiore deterioramento delle condizioni operative manifatturiere, con il rispettivo PMI ancora una volta in forte contrazione. Allo stesso tempo l’Austria ha osservato il peggioramento
dello stato di salute dell’economia manifatturiera più elevato in più di quattro anni. Anche se di poco, pure il PMI dell’Italia è rimasto al
di sotto di 50, mentre una crescita marginale è stata riportata in Francia e in Spagna. La Grecia è rimasta la nazione a riportare le migliori prestazioni in termini di espansione manifatturiera.

La scarsa performance manifatturiera del settore è stata ancora strettamente collegata al peggioramento del livello dei nuovi ordini. Per l’ottavo mese consecutivo gli ultimi dati hanno ancora una volta mostrato una contrazione dei nuovi ordini. Le aziende campione hanno riportato il crollo della domanda interna e, così come sottolineato dell’ennesimo, forte ma più lento, crollo delle esportazioni, anche di quella estera.

“Nonostante l’indice PMI principale di maggio sia diminuito, sono stati riportati tassi di declino per la produzione e nuovi ordini più lenti – ha sottolineato Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit -. Il rapporto anticipatore delle tendenze ordini/giacenze ha aumentato valore per il secondo mese consecutivo sino a raggiungere il valore più alto in sei mesi. Tale miglioramento è di buon auspicio che la contrazione di giugno sarà moderata“. Ad ogni modo – avverte Williamson – “le guerre commerciali, il crollo della domanda del settore automobilistico, la Brexit e le incertezze geopolitiche globali rimangono i rischi comunemente citati che potrebbero influenzare le aspettative future. Inoltre, tali fattori potrebbero potenzialmente intralciare qualsiasi tipo di stabilizzazione del settore manifatturiero”.

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