L’Europa studia una criptovaluta comunitaria anti-Libra

A Bruxelles si discute su come affrontare un'eventuale avanzata di Libra: le proposte sul tavolo

I governi dell’Eurozona e le banche centrali degli stati membri Ue fanno quadrato per sfidare Libra, la criptovaluta annunciata da Facebook.

A dare la notizia è l’agenzia stampa Reuters, secondo cui l’Ue starebbe mettendo a punto un piano a lungo termine per elaborare e poi lanciare una valuta digitale pubblica, così da poter eventualmente contrastare l’iniziativa voluta da Mark Zuckerberg, la quale è vista come un possibile rischio alla stabilità finanziaria europea.

In questi giorni si sta cercando una soluzione su come affrontare il possibile arrivo di Libra, laddove il proprietario di Facebook dovesse chiedere l’autorizzazione a operare anche all’interno dei confini dell’Ue. Per ora sembra che ci si voglia orientare verso un rigoroso approccio normativo e si starebbe provando ad adottare un insieme comune di regole per le valute virtuali, che tuttora restano in molti frangenti in una ‘zona grigia’, avendo una latente regolamentazione.

Benoit Coeure, membro del consiglio della Banca centrale europea (BCE), dopo una riunione dei ministri delle finanze della zona euro, ha parlato di “un campanello d’allarme” a proposito dell’annuncio di Libra.

Il timore è che l’iniziativa di Facebook possa giungere dove l’Ue, seppur sono stati fatti sforzi negli ultimi anni in tal senso, non è ancora riuscita ad arrivare, vale a dire a rendere i pagamenti digitali più comodi, veloci ed economici. Una questione che sta alimentando diverse preoccupazioni a Bruxelles che sta pensando di ridare impulso al piano TIPS per i pagamenti in tempo reale nell’area euro.

Nel frattempo, la possibile apertura a nuove soluzioni non è stata accolta con particolare entusiasmo dagli istituti bancari, che restano molto scettici anche sulle criptovalute. D’altra parte se dovessero affermarsi alcune proposte, che consentirebbero ai clienti di  fruire direttamente dal contante elettronico giacente presso la BCE, verrebbe meno il ruolo dei conti correnti e degli intermediari finanziari ‘classici’.

Tuttavia un simile scenario potrebbe comunque verificarsi se Libra dovesse riuscire a entrare nella zona Ue e a prendere il volo.

Al momento procedono i lavori che mirano a trovare un modello che da un lato riesca ad agevolare i consumatori, dall’altro che non diventi una mannaia per le banche e che possa competere con un eventuale arrivo di Libra.

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L’Europa studia una criptovaluta comunitaria anti-Libra