Europa, continua l’espansione ma l’incertezza è in aumento

(Teleborsa) – L’economia dell’Eurozona prosegue sulla strada della crescita, seppure ad un ritmo più contenuto rispetto al 2017. Lo rivela l’Istat nell’Eurozone Economic Outlook da dove si evince che le prospettive per l’economia dell’area euro mostrano dei possibili rischi al ribasso. Nel secondo e nel terzo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo dell’area euro è atteso crescere a un ritmo come quello registrato nel primo trimestre (+0,4%), per poi aumentare leggermente nel quarto trimestre (+0,5%). 

IL QUADRO INTERNAZIONALE

La crescita dell’attività economica mondiale rimane forte: nel 2018 la crescita del Pil sarà pari a +3,8% rispetto al +3,7% registrato nel 2017 (fonte OCSE). Il rafforzamento del commercio mondiale, che ha rappresentato il principale motore dell’espansione dello scorso anno, è atteso proseguire anche nell’anno corrente (+4,7%).

UNA CRESCITA PIU’ DEBOLE

Nel quarto trimestre del 2017, la variazione congiunturale del PIL dell’area euro è stata pari a +0,4%, in lieve decelerazione rispetto al trimestre precedente (+0,7%). Nel primo trimestre del 2018, i consumi privati e gli investimenti hanno contribuito positivamente alla crescita del Pil (rispettivamente +0,3 e +0,1 punti percentuali), mentre il contributo del commercio estero è tornato ad essere negativo a causa del forte rallentamento delle esportazioni.

INFLAZIONE ANCORA IN ACCELERAZIONE

L’inflazione misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) è salita a maggio a +1,9% (+1,2% ad aprile). Nei primi mesi del 2018 l’inflazione core è oscillata tra +1,2% e +1,3%. Si prevede che entrambe le misure dell’inflazione cresceranno nell’orizzonte di previsione. L’incremento su base annua dell’indice IPCA dovrebbe attestarsi all’1,7% nel secondo trimestre e salire al 2,0% nel terzo trimestre. Nel quarto trimestre, la dinamica dovrebbe rallentare, condizionata dal confronto con i forti rincari di fine 2017 dei prodotti energetici (+1,7%)

TENSIONI COMMERCIALI

La crescita dell’area euro potrebbe essere fortemente influenzata dal proseguimento delle tensioni commerciali, condizionando la crescita delle esportazioni e le attese sulla produzione, con un immediato riflesso sulle decisioni di investimento delle imprese. Inoltre, il consolidamento dell’economia statunitense ormai vicina al suo potenziale insieme al proseguimento delle misure di stimolo fiscale potrebbe accentuare il processo al rialzo dei tassi di interesse. Eventuali correzioni nei mercati finanziari, dovute a tassi di interesse più elevati, potrebbero condizionare sia il mercato del credito dell’area euro sia la spesa per interessi dei paesi con un debito più elevato.

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