Eurispes, Rapporto 2020: “Italia, Stato da ri-costituire”

(Teleborsa) – “La politica ha la responsabilità di affrontare una nuova fase costituente e ricollegare Sistema e Paese”. Questa la conclusione che emerge
dalla 32a edizione del Rapporto Italia dell’Eurispes nel quale l’Istituto affronta i temi che ritiene rappresentativi dell’attualità politica, economica e sociale del nostro Paese.

Dai dati e dalle rilevazioni del Rapporto Italia 2020 emerge l‘identikit di un Paese che “galleggia”, lontano dalla politica, dal Governo e dal Parlamento; di una popolazione che si è adattata allo stato di perenne crisi ma che continua a “bruciare” ricchezza e risparmi. Un Paese “incattivito” che guarda con diffidenza e poca tolleranza gli stranieri e che, in molti casi, giustifica episodi di razzismo e antisemitismo. Un Paese che non genera figli ma, nello stesso tempo, ama sempre di più la compagnia degli animali e mostra una cresciuta sensibilità nei confronti dei problemi dell’ambiente.

“La frattura tra Sistema e Paese che abbiamo segnalato nei precedenti Rapporti stenta a trovare elementi di ricomposizione; anzi, si è allargata nel corso dei mesi e pone nuovi problemi che rendono ancora più complessa ed incerta la prospettiva generale – ha affermato il Presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara –. Una frattura che produce numerosi danni anche sul piano economico e mette in discussione la stessa tenuta sociale del Paese. Ciò richiama l’urgenza di affrontare i nodi che sono all’origine di un disagio diffuso, che alimentano il pessimismo e il qualunquismo, che delegittimano la politica, che frenano la capacità di costruzione del futuro, che impediscono la possibilità di mettere a frutto le enormi potenzialità possedute dall’Italia”. Un contesto nel quale secondo Fara “è necessario che la Politica possa contare su fondamenta rinnovate e, quindi, su una sua nuova Costituzione. Ci si confronta oramai con la mancata crescita del Paese che è divenuta strutturale, con l’mbarbarimento del clima del pubblico dibattito, con la sterile litigiosità che si rispecchia in un sistema dei media il quale si nutre più di elementi distruttivi che costruttivi, con l’inefficienza della Pubblica amministrazione, con i fenomeni endemici della corruzione, con l’illegalità diffusa, con la sostanziale irresponsabilità della classe dirigente”. Per questo per il presidente dell’Eurispes “la Politica deve fare una cura ri-costituente”.

FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI – Secondo il Rapporto meno del 15% esprime fiducia nel sistema delle Istituzioni del nostro Paese. Calano i consensi per Governo (26,3%, oltre dieci punti in meno rispetto al 2019) e Parlamento (25,4%, erano il 30,8% nel 2019); resta largo l’apprezzamento per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (tasso di consensi pari al 54,9%, era al 55,1% nel 2019). Cresce l’apprezzamento per la magistratura (49,3%, +2,8% rispetto al 2019). Tra le forze di polizia primeggia la Guardia di Finanza (70,4%, +2,1% rispetto al 2019).

LE MOSSE DEL GOVERNO – Gli italiani si mostrano critici su Reddito di cittadinanza (67,1% delle indicazioni negative), Flat tax (62,6%) e Sugar tax (67,4%). Appoggiano Quota 100 (59,2%), Autonomia per le Regioni (57,6%) e Plastic tax (51%). Rimpatri e contenimento dell’immigrazione mettono d’accordo la maggioranza.

CONDIZIONE ECONOMICA DELLE FAMIGLIE – L’Eurispes rileva lievi segnali di ripresa ma la metà delle famiglie (47,7%) è costretta ad utilizzare i risparmi per arrivare a fine mese (+2,6% rispetto al 2019). crescono seppur di poco quelle che riescono a risparmiare (23,7%; +1,7%). Saldare la rata del mutuo rappresenta un ostacolo per il 34,1% degli italiani (+1,4%), mentre migliora la situazione del pagamento degli affitti (38,7%; -11,3%); in lieve discesa anche la difficoltà a pagare le utenze domestiche (26,1%; -1,6%). Far fronte alle spese mediche è un problema per il 22,3% degli italiani (+1,2%). Nel corso del 2020 oltre la metà non ce la farà a risparmiare
Non potendo accedere al credito bancario, 1 italiano su 10 vittima di usura.

I CONSUMI DELLE FAMIGLIE – Quasi un terzo degli italiani (32,5%) rinuncia a controlli medici e prevenzione. La metà ha rimandato l’acquisto di un’auto nuova (51,4%); il 44,2% invece ha rimandato lavori di ristrutturazione nella propria abitazione; il 38,2% ha rinunciato a sostituire arredi di casa ed elettrodomestici logorati; il 28,5% ha fatto a meno delle riparazioni del proprio autoveicolo e il 34,5% delle spese per un/una badante. Per ridurre le spese, sempre più ci si orienta verso comportamenti come: la tendenza a riparare oggetti rotti invece di sostituirli con altri nuovi (63,9%); la propensione ad acquistare prodotti usati al posto di quelli nuovi (58,6%); la sostituzione di prodotti di marca con prodotti senza marca (58,9%); l’acquisto di prodotti contraffatti (42,1%) e compiere acquisti condivisi allo scopo di risparmiare (37,9%). Acquisti online: abitua (30%), occasionali (48,5%) e refrattari (21,4%).

PER QUATTRO ITALIANI SU DIECI LE TASSE SONO AUMENTATE – Il 35% degli italiani ritiene che tasse più basse rilancerebbero i consumi. Per metà dei cittadini non è indispensabile pagare le tasse per avere un livello accettabile dei servizi. Il 63,7% è contrario a pagare le tasse per garantire una distribuzione delle risorse tra i cittadini appartenenti a regioni diverse. La maggior parte dei cittadini in qualche misura giustifica l’evasione fiscale: per il 25,1% non è grave solo se compiuta da chi fa fatica a sostenere la pressione fiscale; per il 19,6% è grave per chi possiede grandi patrimoni; per il 9% non è grave perché in Italia la pressione fiscale è eccessiva.

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