Eurispes: italiani delusi e confusi. Solo 1 su 5 si fida del governo. I genitori non disdegnano la cara, vecchia raccomandazione per sistemare i figli

Alla ricerca della responsabilità perduta. Sistema e Paese ormai separati in casa: la fotografia nel 30esimo "Rapporto Italia"

(Teleborsa) Siamo delusi e confusi. A scattare la non incoraggiante fotografia è il 30esimo “Rapporto Italia” rilasciato da Eurispes. Traditi e delusi. Ma da cosa?  Da un Sistema che non riesce più̀a garantire crescita, stabilità, sicurezza economica, prospettive per il futuro.

SISTEMA E PAESE , SEPARATI IN CASA –  “Il matrimonio si è sciolto e Sistema e Paese, separati in casa, convivono faticosamente sotto lo stesso tetto, spesso guardandosi in cagnesco, diffidenti l’uno dell’altro, in un’atmosfera di freddezza, tra reciproci rimproveri”, commenta Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes.

Che poi aggiunge: “La mancanza di responsabilità è diventata un elemento distintivo del vivere quotidiano ed il principale comune denominatore di una serie di vicende che hanno caratterizzato la vita pubblica italiana su diversi fronti. Una caduta del senso di responsabilità che dai piani alti della società si trasferisce a livello dei singoli soggetti rendendo sempre più difficile la tenuta degli stessi rapporti sociali e interpersonali”.

I CONTI NON TORNANO – Quattro su dieci usano i risparmi per arrivare a fine mese  e solo il 30,5% riesce a far quadrare i conti senza grandi difficoltà. Solo una minoranza riesce a risparmiare (18,7%), mentre sono ancora tanti a manifestare difficoltà per pagare le utenze (29,4%) e le spese mediche (23,2%). Sono in affanno anche molti italiani che devono sostenere un mutuo (25,4%) o un affitto (38%).

SOLO 1 SU 5 SI FIDA DEL GOVERNO – Più di una tirata d’orecchie è riservata al governo. In pochi si dicono convinti che sia riuscito a mettere mano ai conti pubblici, risanandoli (18,7%, contro l’81,3%). Tra le attese disattese ci sono il rilancio dei consumi e la gestione della crisi immigrazione, la lotta alla disoccupazione (80% contro il 20%), offrire prospettive ai giovani (80% contro 20%), maggiori diritti per i cittadini, garantire la coesione sociale e sostenere la natalità (77,2% contro il 22,8% in entrambi i casi), la diminuzione della pressione fiscale (80,6% contro 19,4%) e portare a termine una buona riforma elettorale (79,5% contro 25,5%).

Più positivo invece il giudizio sulla capacità di contrasto alle minacce del terrorismo internazionale: il 50% dei cittadini è convinto che il Governo sia riuscito a tutelare l’Italia. Per il 37,2% il Governo è stato in grado di contrastare la microcriminalità; molto meglio il dato sul contrasto alla criminalità organizzata (44,1%). Il Governo ha avuto per molti il merito di tenere alta l’immagine dell’Italia all’estero (41,7%) e parallelamente sostenere il Made in Italy nel mondo (45,2%).

NONNI D’ORO PER 7 FAMIGLIE SU 10 – È opinione condivisa che oggi i nonni contribuiscono al sostegno economico della famiglia (72,7%) e che diano supporto ai figli mettendo a disposizione il loro tempo per aiutarli a gestire i bambini e negli impegni quotidiani (78,6%). Parallelamente, i nonni vengono visti come persone che vivono la propria vita, coltivando i propri interessi (56,8%). Non manca però chi è convinto (56,8%) che molti nonni, forse perché troppo anziani, abbiano comunque bisogno di aiuto da parte dei figli.

COSA NON SI FA PER UN FIGLIO – La raccomandazione per il lavoro rimane uno dei più radicati vizi italici. Non perde terreno, infatti, il malcostume delle raccomandazioni a cui 4 su 10 sarebbero disposti a ricorrere pur di “sistemare” i figli con una occupazione stabile. ; il 23% si rivolgerebbe ad un politico o una persona influente e il 20,2% arriverebbe anche uno scambio di favori (20,2%). Tra chi è genitore, invece, le aspettative riguardano soprattutto la speranza che i figli si impegnino nel mondo del lavoro (74,5%), raggiungano il prima possibile la loro l’autonomia (73,5%) e conseguano la laurea (60,4%). Due genitori su dieci (23,2%) si aspettano che i figli diano apporto economico al nucleo familiare. Il campione si divide a metà sull’ipotesi di far “stazionare” i figli a casa fino a che non abbiano raggiunto i traguardi ai quali aspirano (49,9% di favorevoli vs il 50,1% dei contrari).

TRASFORMARE LA POTENZA IN ENERGIA – Una serie di ombre, dunque, ma non solo. L’Italia ha in sé la forza e le possibilità per invertire la marcia e rimettersi in carreggiata: ” ha molte frecce nel suo arco, enormi potenzialità ma – e questo lo ripetiamo senza stancarci da anni – ha grandi difficoltà a trasformare la sua potenza in energia”, conclude Fara.

Eurispes: italiani delusi e confusi. Solo 1 su 5 si fida del governo. ...