Etichette “furbette” su un terzo di TV, forni, lavatrici & co. soprattutto online

(Teleborsa) – Quanto sono veritiere (e fisicamente presenti) le etichette che accompagnano i beni di consumo quali televisori, frigoriferi, aspirapolvere, cappe aspiranti, lavastoviglie e persino lampadine?

La riposta è arrivata da Legambiente al termine dell’indagine “Etichetta furbetta” realizzata nell’ambito di un più ampio progetto pilota co-finanziato dalla Commissione europea avente come obiettivo quello di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici, ma anche le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti.

Ebbene, su 4637 prodotti controllati tra negozi fisici (2704) e negozi online (1933), il 57% è risultato etichettato correttamente: l’81% nei negozi fisici e solo il 23% nei negozi online (un divario già rilevato in occasione della visita precedente nel 2014).
Quasi un prodotto su due (43%) risulta, quindi, venduto senza etichetta o con l’etichetta scorretta.

I negozi di arredo si confermano quelli con il più altro grado di non conformità mentre gli elettrodomestici dove più facilmente è stata riscontrata la mancanza di etichetta sono gli aspirapolvere (ben il 32% ne è sprovvisto) e i televisori (18%), assieme alle ultime arrivate nella famiglia delle etichette ovvero le cappe aspiranti delle quali 1 su due è venduta senza etichetta.

La categoria migliore? Le lavastoviglie: meno del 2% è senza etichetta. 

Va sottolineato che solo in un negozio su quattro è stato possibile prendere visione della scheda tecnica informativa che la normativa impone di mettere a disposizione, su richiesta, e che fornisce informazioni suppletive rispetto all’etichetta.

C’è, poi, il problema dei negozi online, che registrano una non conformità del 77%.

Tra le categorie di prodotto meno virtuose online si ritrovano le cappe aspiranti, i televisori e i forni.

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