Ethiopian 302: i piloti “con problemi” e troppo bassi “per rientrare” tentarono di guadagnare quota

(Teleborsa) – Le prime analisi dei registratori di bordo del volo ET302 della Ethiopian Airlines, schiantatosi al suolo subito dopo il decollo da Addis Abeba con 157 persone, stanno rivelando elementi che sembrano avvalorare le ipotesi avanzate successivamente alla tragedia aerea, sulla base dei tracciati radar. L’attenzione si concentra sui dialoghi in cabina e tra equipaggio e torre di controllo.

Appare chiaro, secondo una fonte che avrebbe ascoltato quanto si sono detti comandante e il controllore che seguiva il profilo di volo del Boeing 737 Max 8, che i piloti avessero la consapevolezza dei problemi legati al controllo dell’assetto del velivolo e, chiedendo di poter rientrare in aeroporto, abbiano indicato la necessità di guadagnare quota per ottenere un margine sufficiente a garantire la manovra, avviata ma mai completata.

Da qui la richiesta di poter effettuare la salita a 14.000 piedi (equivalente a 4267 metri sul livello del mare), che il conflitto con il software di volo sembra avere impedito, inducendo uno spropositato aumento di velocità e facendo puntare il muso verso il basso.

Al momento della scomparsa dal radar l’aereo era registrato a una quota di circa 3.300 metri sul livello del mare, mentre l’aeroporto di Addis Abeba si trova a quota 2.326 metri. Di conseguenza il Boeing 737 MAX 8 si trovava a circa solo 1000 metri dal suolo. Prende sempre più consistenza la drammatica sequenza finale con una caduta ripida e inarrestabile fino all’impatto al suolo che non ha lasciato scampo alle 157 persone a bordo.

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