ESA rileva e misura dallo spazio nubi di fumo su Roma dopo incendio nelle vicinanze

(Teleborsa) – L’incendio a un deposito di rifiuti di Roma è stato rilevato dallo spazio dal satellite Sentinel-3A del programma europeo Copernicus e dal satellite Proba-V dell’ESA. Sostanze inquinanti contenute nella spessa nube di fumo sono state misurate dagli strumenti che saranno utilizzati per convalidare le informazioni della prossima missione Sentinel-5 Precursor. Come si ricorderà, Proba V è stato messo in orbita da Vega di Avio  alla sua seconda missione il 7 maggio 2013 con un lancio multiplo assieme al satellite vietnamita VNREDSat 1A e al primo satellite ESTCube-1, primo satellite artificiale Estone.

L’incendio si è sviluppato il 5 maggio scorso a Pomezia, cittadina 50 km a sud di Roma. Le fiamme hanno continuato a bruciare per due giorni. I rifiuti in fumo, che comprendevano la plastica, hanno sviluppato nel cielo una nube tossica, costringendo a evacuare le case e le scuole della zona.

Gli strumenti di telerilevamento che vengono utilizzati per i progetti ESA (Agenzia Spaziale Europea) hanno rivelato che il fumo provocato dall’incendio è stato trasportato dal vento sopra la città di Roma. In particolare, i rilievi di due strumenti Pandora su due diversi siti mostrano che c’è stato un aumento considerevole delle concentrazioni di diossido di azoto e formaldeide. Si tratta di due inquinanti atmosferici che possono rappresentare rischi potenziali per la salute.

Il diossido di azoto, che normalmente inquina l’aria a causa del traffico stradale e di altre combustioni dei combustibili fossili, può contribuire ai problemi respiratori. 

La formaldeide è un importante gas intermedio nell’ossidazione del metano e di altri idrocarburi. Mentre la sua vita nell’aria è breve, esso può reagire chimicamente e diventare una sorgente di monossido di carbonio, che, quando respirato, può ridurre la quantità di ossigeno che può essere trasportata nel sistema sanguigno.

Uno degli strumenti di Pandora, il numero 115, si trova in una zona semi-rurale presso l’Istituto di Scienze Atmosferiche e del Clima, mentre Pandora numero 117 è presso il Dipartimento di Fisica dell’Università La Sapienza, vicino al centro di Roma. Entrambi fanno parte di un insieme di strumenti di telerilevamento atmosferico, il Boundary layer Air Quality-analysis Using Networks of Instruments (BAQUININ), che è finanziato dall’ESA per la validazione e la convalida della composizione atmosferica.

Il fatto che le sostanze inquinanti siano state misurate con precisione da questi strumenti ha dimostrato che il set di rilevamento fornisce informazioni importanti e di alta qualità sulla qualità dell’aria nella zona di Roma. Inoltre, questa funzione sarà di rilievo nel verificare che la prossima missione Sentinel-5 Precursor riporti dati accurati sulla qualità dell’aria.

Il lancio di Sentinel-5 Precursor (in breve Sentinel-5P) è previsto entro il 2017. E’ la prima missione del programma europeo Copernicus dedicata al monitoraggio della nostra atmosfera. Questo nuovo satellite avrà a bordo uno spettrometro all’avanguardia denominato Tropomi per effettuare le mappature di una moltitudine di gas traccia e di aerosol che influenzano la qualità dell’aria ed il nostro clima. La missione identificherà inoltre i punti critici dove la salute pubblica potrebbe essere a rischio.

Ciò che distingue Tropomi è il fatto che esso misuri dall’ultravioletto all’infrarosso ad onde corte, prendendo immagini di una vasta gamma di sostanze inquinanti come il diossido di azoto, l’ozono, la formaldeide, l’anidride solforosa, il metano, il monossido di carbonio, più accurate che mai finora. Con una risoluzione fino a 7 x 3.5km, Sentinel-5P ha il potenziale per rilevare l’inquinamento atmosferico sulle singole città.

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