Enria (BCE): improbabili nostre aspettative più pessimistiche su NPL

(Teleborsa) – “Date le prospettive economiche favorevoli confermate in tutte le recenti proiezioni macroeconomiche, è improbabile che si avverino le nostre aspettative più pessimistiche sul possibile deterioramento della qualità degli attivi bancari”. Lo ha detto Andrea Enria, presidente del Consiglio di vigilanza della BCE, durante un’audizione presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato. “Detto questo – ha aggiunto – non conosciamo ancora l’entità dei nuovi NPL e il preciso arco temporale in cui emergeranno. Ma è chiaro che con l’adozione di solide prassi di gestione del rischio di credito e accantonamenti tempestivi daremo un contributo all’integrità dei bilanci e delle prassi creditizie, favorendo quindi una crescita più duratura a medio-lungo termine”.

Enria ha difeso la nuova definizione di default e sottolineato che “rinviare l’applicazione delle regole che ci siamo dati o snaturarle – per quanto eccezionale possa sembrarci questa crisi – nuocerebbe ai bilanci delle banche e alla loro capacità di erogare credito”. “Le moratorie e le garanzie sui prestiti decise in risposta allo shock pandemico hanno ridato fiato sia ai debitori che alle banche e sono riuscite a evitare un andamento troppo prociclico dell’offerta del credito – ha spiegato – Tuttavia, le misure di sostegno ai debitori hanno reso più arduo individuare gli eventi di rischio di credito, non solo per le banche ma anche per le autorità di vigilanza, gli investitori, gli analisti e i mercati in generale, rendendo in parte più opachi i bilanci. Come ho già avuto modo di dire, la qualità sottostante del credito è peggiorata nel corso del 2020, mentre i fallimenti e i livelli degli NPL sono andati calando”.

“Sono consapevole che le nuove soglie di definizione di default, che impongono la ristrutturazione onerosa e, quindi, il default di un’esposizione, siano ora sotto i riflettori – ha continuato il numero uno della vigilanza BCE – Tuttavia, la sospensione delle soglie, anche nel contesto attuale, significherebbe incentivare prassi di perpetuazione (evergreening) dei prestiti. In altre parole, si finirebbe di fatto per promuovere forme non sostenibili di supporto ai debitori che celano l’effettivo deterioramento del rischio di credito e aggravano il problema già presente di un eccesso di debito privato”.

Enria ha poi parlato del meccanismo di calendario previsto per la svalutazione degli NPL secondo scadenze prestabilite (calendar provisioning), che ha descritto come “uno strumento essenziale per la gestione tempestiva degli NPL”. Secondo l’economista, “una ristrutturazione tempestiva è nell’interesse non solo delle banche e dell’economia in generale, ma anche dei clienti in difficoltà. Dilazionare i rimborsi dei crediti può in qualche modo agevolare i clienti nell’immediato; tuttavia, in certi casi non è una soluzione sostenibile a lungo termine”. Inoltre, l’approccio di calendario “assicura che le banche facciano accantonamenti sufficienti per poter gestire gli NPL, anche mediante cancellazioni o cessioni sul mercato secondario” e “rappresenta inoltre un forte incentivo al recupero tempestivo di tali crediti da parte delle banche”.

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