Enria (BCE): crescenti segnali di compiacimento dei mercati e rischi eccessivi

(Teleborsa) – “L’incertezza è diminuita e in base a tutti gli indicatori, il sistema economico è sulla via della ripresa”. Lo ho detto il presidente del Consiglio di vigilanza bancaria della BCE, Andrea Enria, in un discorso in video collegamento all’Università Federico II di Napoli, spiegando che “in base alle diverse valutazioni, le nostre banche sono resilienti, ben capitalizzate e in grado di aiutare le famiglie, le piccole e medie imprese e le aziende ad affrontare le sfide poste dalla pandemia”. Proprio per questo, salvo soprese, a fine settembre la vigilanza bancaria europea eliminerà le restrizioni alla distruzione di dividendi e ai piani di buyback delle banche.

Enria ha sottolineato che, nonostante si sia registrato il più netto calo del PIL in tempo di pace per l’economia europea, il sostegno politico straordinario ha fatto sì che non si verificassero fallimenti e aumenti dei crediti deteriorati (NPL). Servirà però grande attenzione nella prossima fase, quella del ritorno a condizioni normali, per evitare un deterioramento della qualità degli asset delle banche. “Prima o poi le moratorie sui prestiti e le garanzie sui prestiti pubblici saranno completamente eliminate. Le misure fiscali a sostegno dei mutuatari potrebbero diventare più selettive ed eventualmente essere eliminate – ha spiegato – Per evitare ulteriori sorprese nella qualità degli attivi, a luglio e dicembre dello scorso anno abbiamo inviato lettere ai CEO delle banche per sottolineare l’importanza di una gestione accurata e proattiva del rischio di credito. Negli ultimi mesi abbiamo approfondito le pratiche di gestione del credito delle banche. I risultati sono stati contrastanti: mentre la maggior parte delle banche ha adeguato i propri controlli sul rischio di credito in linea con le nostre aspettative di vigilanza e per riflettere le caratteristiche specifiche di questa crisi, alcune banche hanno mostrato lacune sostanziali che devono essere colmate. I sistemi e le procedure di alcune banche per valutare l’improbabilità di pagamento dei mutuatari dipendono eccessivamente da indicatori inefficaci, rating obsoleti e informazioni non aggiornate“.

Nel suo intervento all’università napoletana, l’economista ha parlato anche dei rischi derivanti da strumenti finanziari complessi, volatilità dei mercati e compiacenza di molte società finanziarie. “Occorre focalizzare l’attenzione sui crescenti segnali di compiacimento del mercato e di eccessiva ricerca di rendimento, e sulla minaccia che questi fenomeni possono rappresentare per il delicato processo di ripresa economica – ha spiegato – La leva finanziaria e la complessità dei mercati creditizi e finanziari sono alimentati da una gamma più ampia di entità finanziarie rispetto alle sole banche. Tuttavia, le banche in genere svolgono un ruolo attivo nel finanziamento di altre istituzioni finanziarie” e quindi potrebbero essere indirettamente colpite dalla decisioni inopportune di altri soggetti (Enria ha nominato il caso Archegos).

“Un’improvvisa correzione dei prezzi degli asset, che potrebbe colpire i segmenti rischiosi del mercato del credito dell’area euro e del mercato azionario, potrebbe verificarsi se gli investitori si aspettano che le pressioni inflazionistiche persistano e rivedano le loro aspettative sull’orientamento della politica monetaria – ha detto il funzionario della BCE – Ciò potrebbe innescare un irripidimento delle curve dei rendimenti nell’area euro e, in particolare dove ciò non sia giustificato dalla crescita dei fondamentali economici, potrebbe comportare sensibili correzioni del prezzo degli asset rischiosi, di natura simile a quelle avvenute allo scoppio della pandemia”.

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