Enria (BCE): banche poco interconnesse con cripto-asset, ma rimanere vigili

(Teleborsa) – “Per ora, il livello di interconnessione tra banche e fornitori di cripto-asset rimane basso e le banche non sono state influenzate negativamente dalla significativa correzione delle valutazioni dei cripto-asset o dalle insolvenze dei principali player di criptovalute”. Lo ha detto Andrea Enria, presidente del consiglio di vigilanza della BCE, nel corso di un’audizione presso la Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.

“Il mercato delle criptovalute potrebbe porre notevoli sfide ai regolatori e alle autorità di vigilanza europei negli anni a venire, i recenti fallimenti delle piattaforme di scambio e dei fornitori di stablecoin dimostrano la rischiosità e la volatilità intrinseche dei mercati delle criptovalute – ha spiegato l’economia italiano – Dovremo rimanere vigili per garantire che il quadro normativo sia adeguato per affrontare i rischi e le sfide attuali ed emergenti”.

La salute del settore bancario

Analizzando lo stato di salute del settore bancario, Enria ha detto che “mantiene solide posizioni patrimoniali e di liquidità” e “continua a registrare buoni livelli di redditività“.

Tuttavia, le prospettive economiche dell’area euro si sono ulteriormente deteriorate e il Vecchio Continente si trova di fronte a un periodo di minore crescita e possibile recessione, con una significativa incertezza sull’approvvigionamento energetico. “Mentre i tassi di interesse e i margini più elevati stanno aumentando la redditività delle banche in questo momento, influiscono anche sulla capacità dei clienti con una leva finanziaria elevata di rimborsare i propri debiti o soddisfare le richieste di margini e possono innescare forti aggiustamenti nei mercati finanziari volatili – ha evidenziato – Le banche devono prepararsi ai potenziali impatti negativi dell’ambiente incerto sulle loro attività”.

Le fonti di preoccupazione

Il numero uno della vigilanza della BCE ha raccontato che “un certo numero di banche sembra utilizzare ipotesi macroeconomiche relativamente blande nei loro scenari avversi, il che si traduce in un impatto moderato sui loro coefficienti patrimoniali. Di conseguenza, le autorità di vigilanza esamineranno attentamente la pianificazione del capitale e sfideranno le azioni di gestione per garantire un adeguato livello di prudenza“.

Tra i motivi di preoccupazione ci sono le esposizioni creditizie nei confronti di mutuatari societari ad alta intensità energetica e il fatto che la rapida normalizzazione dei tassi di interesse sta evidenziando vulnerabilità in alcuni settori, come i mercati immobiliari residenziali e commerciali, il credito al consumo e il leveraged finance.

“Insieme, questi rischi sottostanti indicano un probabile deterioramento della qualità degli attivi nei prossimi mesi – ha detto Enria – Mentre negli ultimi trimestri il rapporto dei crediti deteriorati (NPL) headline ha continuato a diminuire, sono in aumento gli NPL nel segmento dei prestiti al consumo e gli arretrati anticipati, sia per le famiglie che per le imprese”.