ENI, utile a 2,04 miliardi nei nove mesi. Descalzi: risultati solidi

(Teleborsa) – ENI chiude il 3° trimestre dell’anno con un utile netto di 0,52 miliardi di euro e di 2,04 miliardi nei nove mesi 2019. Il risultato netto adjusted nei tre mesi ammonta a 0,78 miliardi, -44% (-42% escludendo gli effetti IFRS 16) mentre quello nei nove mesi si porta a 2,33 miliardi di euro, -26% (-23% escludendo gli effetti IFRS 16).

Da segnalare la forte crescita nel terzo trimestre della produzione di idrocarburi: 1,89 milioni di boe/giorno, +6% escludendo l’effetto prezzo e il portafoglio, terzo trimestre migliore di sempre (1,85 milioni di boe/giorno nei nove mesi, +1,8%). Attesa un’ulteriore crescita della produzione nel quarto trimestre mentre per il 2019 si prevede un livello produttivo medio di 1,87 – 1,88 milioni di boe/giorno allo scenario di budget di 62 $/barile.

La produzione di petrolio è stata di 893 mila barili/giorno, in aumento di 7 mila barili/giorno rispetto al trimestre 2018 (882 mila barili/giorno nei nove mesi).

La produzione di gas naturale è stata di 152 milioni di metri cubi/giorno, in aumento di 10 milioni di metri cubi/giorno, pari al 7% rispetto al trimestre 2018 (149 milioni di metri cubi/giorno nei nove mesi).

“I risultati conseguiti da Eni sono stati di grande solidità, mentre le operazioni di portafoglio quali l’acquisto degli asset Exxon in Norvegia e del 20% della raffineria di Ruwais negli Emirati sono destinate a dare un’ulteriore spinta in termini di sviluppo e di stabilità – ha commentato Claudio Descalzi, AD del Gruppo – . In particolare abbiamo conseguito nel trimestre una crescita rilevante della produzione, pari al 6%, grazie ai contributi dall’Egitto, Kazakhstan, Ghana e la prima produzione dal Messico, ottenuta a soli undici mesi dalla decisione finale di investimento. La produzione crescente e i risultati della commercializzazione gas e del marketing oil hanno consentito di generare nei primi nove mesi dell’anno un flusso di cassa, in sensibile crescita nonostante lo scenario in peggioramento, pari a €9,4 miliardi, capace di finanziare non solo gli investimenti netti di periodo per €5,6 miliardi ma anche il dividendo e il buy-back previsti per l’intero anno in circa €3,4 miliardi. Questo dimostra che l’efficiente portafoglio Eni vanta uno scenario di break-even ben inferiore a quello riscontrabile nel già difficile scenario odierno. In particolare nel terzo trimestre il Brent ha perso oltre 13 $/barile mentre il prezzo del gas in Europa si è ridotto di oltre il 50%, accelerando un trend in riduzione rispetto al 2018 evidente dai primi sei mesi dell’anno. Alla solidità dei risultati contribuiranno poi da fine anno l’acquisizione in Norvegia, che apporterà circa 100 mila barili giorno di produzione, e il contributo stabilizzante della partecipazione nella raffineria di Ruwais che accrescerà del 35% la nostra attuale capacità di raffinazione.
E’ importante infine evidenziare i continui progressi nei business complementari del futuro, dalle bio-raffinerie, alle rinnovabili e ai primi impianti pilota waste to fuel, che in gran parte fanno leva sulla ricerca interna che sarà sempre più la nostra “seconda esplorazione”, volano di generazione di nuovi business.
Su queste basi guardo al futuro più prossimo così come a quello di transizione nel medio lungo termine con grande fiducia”.

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