Eni svela i risultati 2020. Descalzi: “Grande prova di forza e flessibilità”

(Teleborsa) – Eni ha chiuso il 2020 con un Ebit adjusted di Gruppo pari a 1,9 miliardi (0,5 miliardi nel quarto trimestre) che registra una contrazione di circa 6,7 miliardi dovuta per -6,8 miliardi alla flessione dei prezzi/margini degli idrocarburi e per -1 miliardo agli effetti del Covid-19, attenuati da una migliore performance per 1,1 miliardi.

Sempre nell’anno la produzione d’idrocarburi si attesta a 1,73 milioni di boe/giorno, in linea con la guidance ridefinita a seguito dello scoppio della pandemia.

Nel 2020 i capex organici sono stati ridotti a 5 miliardi (-2,6 miliardi vs. budget originario a cambi costanti, pari a -35%) per effetto delle ottimizzazioni implementate. Riduzione degli opex di 1,9 miliardi rispetto al livello pre-Covid di cui circa il 30% strutturali.

La riserva di liquidità si attesta a circa 20,4 miliardi di cui 9,4 miliardi di attivi di tesoreria, 5,5 miliardi investiti in attività liquide, 0,2 miliardi di crediti finanziari a breve e 5,3 miliardi di linee di credito committed non utilizzate.

Confermata la proposta di dividendo di 0,36 per azione, di cui 0,12 versati in sede di acconto a settembre 2020.

Nell’anno più difficile nella storia dell’industria energetica, Eni ha dato prova di grande forza e flessibilità, rispondendo con
prontezza allo straordinario contesto di crisi e progredendo nel processo irreversibile di transizione energetica – ha commentato Claudio Descalzi, AD di Eni esaminando i risultati -. In pochi mesi abbiamo rivisto il nostro programma di spesa e minimizzato l’impatto sulla cassa della caduta del prezzo del greggio, aumentato la nostra liquidità e difeso la nostra solidità patrimoniale. I risultati del quarto trimestre, con un prezzo del Brent a 44 dollari/barile sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente, superano le aspettative del mercato a livello di utile operativo ed utile netto, e confermano la generazione di cassa operativa e l’efficacia della nostra azione di risposta alla crisi – ha aggiunto Descalzi – . Mentre il settore upstream consolida fortemente la tendenza alla ripresa, nell’anno i business destinati alla generazione e vendita di prodotti decarbonizzati hanno conseguito risultati eccellenti, con l’Ebit di Eni gas e luce in aumento del 17% e le lavorazioni delle bio raffinerie del 130%, oltre a 1GW di capacità di generazione da solare ed eolico già installata o in fase di sviluppo. Abbiamo posto le basi per una forte accelerazione delle rinnovabili, con l’ingresso in due mercati strategici quali gli USA e l’eolico offshore del Mare del Nord, con la partecipazione al progetto Dogger Bank in UK che sarà il più grande al mondo nel suo genere. Grazie alle azioni che abbiamo messo in campo – ha concluso l’AD – la generazione di cassa adjusted 2020 di 6,7 miliardi è stata in grado di autofinanziare i capex con un avanzo di 1,7 miliardi. L’indebitamento netto (ante IFRS 16) rimane al livello di fine 2019 ed il leverage si attesta intorno al 30%”.

Quanto all’outlook 2021, Eni nella nota dei conti fa sapere che le prospettive del business e i principali target industriali e finanziari a breve/medio e lungo termine saranno illustrati nella Strategy Presentation prevista nella giornata odierna.

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