Eni sconta effetto pandemia su conti 1° trimestre. Descalzi: “Manteniamo grande solidità”

(Teleborsa) – ENI chiude il 1° trimestre dell’anno con un utile netto adjusted pari a 59 milioni, mentre il risultato netto evidenzia una perdita di 2,93 miliardi, che si confronta con un utile di 1,1 miliardi nel 1° trimestre 2019. Tale perdita sconta un “effetto scenario” e gli impatti dell’epidemia di Covid-19.

Il risultato negativo – spiega il Gruppo – è stato determinato principalmente dall’allineamento del valore delle scorte ai prezzi correnti. Inoltre negli special item sono compresi anche svalutazioni di asset oil&gas e fair value negativi dei derivati privi dei requisiti formali per essere trattati in hedge accounting indotti anch’essi dall’effetto scenario.

“Il periodo che stiamo vivendo dallo scorso marzo è per l’economia mondiale il più complesso degli ultimi 70 anni e oltre. Per l’industria energetica, ed in particolare per l’Oil&Gas, la complessità è ancora maggiore dato il sovrapporsi degli effetti della pandemia al crollo del prezzo del petrolio”, ha spiegato l’Amministratore delegato Claudio Descalzi, aggiungendo che la società sta affrontando questo periodo con un “portafoglio di business che mostra di essere resiliente come mai in passato, mentre la struttura patrimoniale è molto solida, frutto del lavoro fatto negli ultimi anni”. “Lo stato patrimoniale – ha aggiunto – gode di un bilanciamento ottimale ma soprattutto della disponibilità di 16 miliardi di euro di liquidità che consentiranno al Gruppo di gestire con agio la contrazione dell’attività dovuta a prezzi e pandemia”.

L’utile operativo adjusted è pari a 1,31 miliardi, in calo del 44% rispetto allo stesso trimestre 2019. Al netto dell’effetto scenario (-1,1 miliardi euro) e degli impatti del COVID-19 (-0,15 miliardi), la performance è stata positiva per 0,2 miliardi (+16%). “Un risultato superiore alle aspettative del mercato”, ha commentato Descalzi.

La produzione d’idrocarburi si è attestata a 1,774 milioni di boe/giorno, in calo del 3,6% rispetto al primo trimestre 2019.

Il Flusso di cassa netto da attività operativa – prima della variazione del circolante ed escludendo l’utile/perdita di magazzino – è pari a 1,95 miliardi (-43% sul corrispondente periodo 2019), ma sufficiente – sottolinea Descalzi – a finanziare gli investimenti di 1,9 miliardi. La flessione del flusso di cassa è dovuta per 1,5 miliardi all’effetto scenario e alla variazione non cash del fair value di derivati, per 0,15 miliardi agli impatti COVID-19 e per +0,2 miliardi alla performance.

Indebitamento finanziario netto pari a 18,7 miliardi (12,9 miliardi ante lease liability – IFRS 16) in aumento di circa 1,6 miliardi (+9%) rispetto al 31 dicembre 2019.

Buona posizione di liquidità: al 31 marzo 2020, la Compagnia disponeve di una riserva di liquidità di circa 16 miliardi di cui 3,6 miliardi di attivi di tesoreria,€6,6 miliardi investiti in attività liquide, 1,1 miliardi di crediti finanziari a breve e 4,7 miliardi di linee di credito committed.

Quanto all‘outlook, l’Ad ha confermato “prevediamo un anno 2020 complicato, ma grazie ai nostri punti di forza contiamo di riprendere velocemente il cammino verso un modello di business sempre più redditizio e sostenibile tracciato nell’ultimo nostro piano strategico”.

Eni ha prontamente definito le proprie risposte allo scenario di crisi in atto rivedendo il piano industriale per il 2020 ed il 2021 con l’obiettivo di salvaguardare la solidità del proprio bilancio. La revisione prevede: riduzione dei capex (perlopiù nell’upstream e con rifasatura progetti) per circa 2,3 miliardi nel 2020, pari al 30% del budget originario, e programmata riduzione di ulteriori 2,5-3 miliardi nel 2021, pari al 30%-35% di quanto originariamente previsto per lo stesso anno a piano; produzione 2020 attesa a 1,75-1,80 mboe/g; risparmi di costi per circa €600 milioni nel 2020. Sotto il profilo economico-finanziario, si attende un utile operativo adjusted 2020 mid-downstream di 0,6 miliardi. Sospeso il programma di acquisto di azioni proprie 2020.

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