ENI, respinge accuse di condotte illecite su attività in Congo

(Teleborsa) – L’Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi ha ricevuto, ieri 26 settembre, un avviso di garanzia da parte della Procura di Milano, avente ad oggetto l’ipotesi di omessa comunicazione di conflitto di interessi in relazione ai rapporti di ENI Congo con il gruppo Petroservice.

Lo fa sapere la stessa ENI, in un comunicato, nel quale sia la società sia il management “respingono le accuse di condotte illecite, portando il supporto di indagini indipendenti. Lo stesso Descalzi contesta “fermamente” l’accusa definendola “priva di fondamento” e si dice convinto che riuscirà a dimostrare la correttezza del proprio operato “oltre ogni ragionevole dubbio”.

La Società – si legge nella nota – in relazione al reato ipotizzato a carico del dottor Descalzi, “ribadisce di avere già da tempo concluso approfondite analisi (durate circa un anno) affidate dai propri organi di controllo (Comitato Controllo Rischi e Collegio Sindacale) a consulenti terzi e indipendenti (legali e tecnici) e che tali indagini hanno escluso che vi siano state violazioni o condotte in favore e/o a danno di ENI, volte ad avvantaggiare i fornitori aggiudicatari dei servizi in particolare il gruppo Petroservice, per ciò che attiene alle circostanze oggetto di indagine”.

Le analisi effettuate – continua – “confermano che tali aggiudicazioni al gruppo Petroservice si sono svolte in ambiti competitivi e nel sostanziale rispetto delle procedure di approvvigionamento vigenti“.

Tali verifiche, infine, “sono state messe a disposizione della magistratura inquirente nell’ambito della usuale collaborazione”.

“Contesto fermamente l’accusa che viene ipotizzata a mio carico – afferma Descalzi -. È priva di fondamento. Le transazioni tra ENI Congo e il gruppo Petroservice non sono mai state oggetto di mie valutazioni o decisioni in quanto totalmente estranee al mio ruolo. Tengo inoltre a sottolineare che, se mi fossi trovato in una qualunque situazione di conflitto di interesse, o ne avessi avuto conoscenza, non avrei esitato a dichiararlo come è previsto dalle procedure aziendali di ENI e dalla legge. Ho l’assoluta certezza di avere sempre operato correttamente, in modo lecito, nell’interesse dell’azienda e dei suoi azionisti. Riuscirò a dimostrarlo oltre ogni ragionevole dubbio“.

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