Eni, nel Piano riduzione investimenti e dismissioni ma cedola 2017 è stabile

(Teleborsa) – Eni conferma un dividendo invariato di 0,8 euro anche per il 2017. Lo conferma la società del cane a sei zampe nel corso della conference call sui risultati di bilancio, in corso a Londra, dove è stato presentato anche il nuovo Piano strategico 2017-2020.

Il piano quadriennale prevede inoltre un taglio degli investimenti (Capex) dell’8% a 31,6 miliardi di euro, in particolare sul portafoglio upstream (-13%), in quanto il Capex non impegnato è pari al 55% e sono stati impegnati 500 milioni in altri settori, perlopiù nelle rinnovabili, in linea con il progetto di decarbonizzazione di Eni.

Previste anche nuove dismissioni per 5-7 miliardi di euro a fine periodo, in particolare degli asset di esplorazione. 

“Dopo due anni di bassi investimenti e di sfiducia nell’industria del petrolio a livello globale ora ci aspettiamo un lento aumento dei prezzi del petrolio fino a 70 dollari al barile nel 2020″, spiega l’Ad Claudio Descalzi, precisando che il gruppo continuerà ad avere un approccio prudente.”Terremo la nostra CAPEX cash neutrality – ha precisato – sotto i 45 dollari al barile in media nei 4 anni di Piano”.

Per quanto concerne la performance operativa, Eni attende una crescita della produzione di idrocarburi del 3% l’anno mediante l’avvio di nuovi progetti e l’ottimizzazione della produzione, con un contributo positivo di 850 mila barili

L’esplorazione rimane un fattore chiave per la crescita del valore della società. Nell’arco del periodo di Piano, Eni prevede nuove scoperte per 2-3 miliardi di barili di petrolio equivalente, quasi il doppio delle scoperte del Piano precedente, grazie alla perforazione di circa 120 pozzi in oltre 20 Paesi. Questo sarà possibile nonostante la riduzione del 10% del CAPEX dell’esplorazione.

Per il settore del settore Gas si prevede il break-even nel 2017, e sarà in attivo in seguito, grazie all’allineamento dei contratti di fornitura di gas alle condizioni di mercato e alla riduzione dei costi logistici. Nella raffinazione l’obiettivo è ridurre il margine di breakeven a circa 3 dollari al barile entro il 2018. Infine, nella chimica l’obiettivo è generare un flusso di cassa operativo cumulato di 3,3 miliardi e un auemnto dell’Ebit di 300 milioni. 

Il titolo Eni sta facendo molto bene a Piazza Affari, dove guadagna oltre il 3%.

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