Eni, nel 2021 utile netto di 4,7 miliardi di euro: il più alto dal 2012

(Teleborsa) – Eni ha chiuso il 2021 con un EBIT adjusted di 9,7 miliardi di euro (con un incremento di 7,8 miliardi di euro sul 2020, +400%). L’utile netto adjusted è stato di 4,7 miliardi di euro, il più alto dal 2012, “per effetto della performance operativa, dei migliori risultati delle partecipazioni all’equity e per il sensibile recupero dello scenario upstream”, sottolinea il Cane a sei zampe. Nell’esercizio 2021 è stato realizzato un flusso di cassa di 12,7 miliardi di euro, che ha finanziato capex netti di 5,8 miliardi di euro. Il free cash flow organico si è assestato a 7,6 miliardi di euro. La generazione di cassa organica è in grado di coprire il pagamento dei dividendi e il buy-back (in totale 2,8 miliardi di euro), la manovra di portafoglio a sostegno dei business della transizione (2,1 miliardi di euro) e permette di ridurre il debito netto a 9 miliardi di euro e il rapporto di leva a 0,20 vs. 0,31 a fine 2020.

“L’Upstream continua da un lato a fornirci le risorse per alimentare la nostra strategia di decarbonizzazione, mentre i business legati alla transizione, come quelli raccolti nella nuova società Plenitude, offrono dall’altro lato il loro importante contributo – ha commentato Claudio Descalzi, AD di Eni – In questo modo abbiamo consolidato un EBIT di 9,7 miliardi di euro e un utile netto adjusted di 4,7 miliardi di euro, il più alto dal 2012, quando il Brent superò 110 dollari al barile.”

“La quotazione di Plenitude, che integra rinnovabili, clienti e e-mobility, ci consentirà di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni scope 3 dei nostri clienti domestici – ha aggiunto Descalzi – Anche il portafoglio upstream rimane una importante leva di creazione di valore per la transizione energetica, come dimostra il successo della quotazione di Var Energi presso la borsa norvegese, la più grande IPO di una società O&G da oltre un decennio, e la prossima creazione insieme a BP di un veicolo strategico in Angola che combinerà le operazioni dei due partner”.

Per quanto riguarda la divisione Plenitude & Power, Eni registra una crescita del portafoglio clienti retail/business a 10 milioni di punti di fornitura, in aumento di oltre 300 mila punti di fornitura rispetto a fine 2020 (+4%) grazie alla crescita in Grecia e all’acquisizione della società Aldro Energía attiva nel mercato retail in Spagna e Portogallo. Al 31 dicembre 2021 la capacità installata da fonti rinnovabili è pari a 1,14 GW, più che triplicata rispetto al 31 dicembre 2020 (0,33 GW). A fine 2021, con il perfezionamento dei deal annunciati, la capacità da fonti rinnovabili installata e in costruzione è pari a oltre 2 GW.

Eni conferma che è stato avviato l’iter di quotazione di Plenitude, la controllata che integra i business delle rinnovabili, della vendita retail di energia e dei punti di ricarica per veicoli elettrici con l’obiettivo di decarbonizzare il portafoglio clienti Eni. L’EBITDA adjusted di Plenitude è stato pari a 0,6 miliardi di euro nel 2021, in crescita del 25%.