Eni, il crollo del prezzo del petrolio pesa sui conti

Terzo trimestre grigio per Eni, penalizzato dal forte ribasso del prezzo del petrolio.

Nel terzo trimestre 2015 il cane a sei zampe ha registrato un utile operativo di 61 milioni ed una perdita netta di 952 milioni, a fronte rispettivamente dell’utile operativo di 2.579 milioni e dell’utile netto di 1.714 milioni nel terzo trimestre 2014.
La performance operativa è stata penalizzata dal crollo delle quotazioni del petrolio (-51% per il riferimento Brent) che ha determinato la contrazione dei ricavi del settore E&P e la riduzione del valore delle scorte di greggio e prodotti petroliferi valutate al costo medio ponderato. 
Sulla perdita del trimestre ha inciso in misura importante l’aumento del tax rate in particolare nel settore E&P.

I nove mesi 2015 chiudono con un peggioramento della performance operativa del 76% e una perdita netta di 361 milioni. Tali
trend riflettono gli stessi driver evidenziati nel commento ai risultati del trimestre, nonché il peggioramento dei risultati della Saipem (-1.076 milioni) riconducibile alla perdita straordinaria del secondo trimestre 2015.

Nel terzo trimestre 2015 l’utile operativo adjusted esclusa Saipem è stato di 604 milioni con una riduzione del 79% rispetto al terzo trimestre 2014 (3.513 milioni, -60,1% nei nove mesi). La perdita netta adjusted di competenza degli azionisti Eni esclusa Saipem nel terzo trimestre 2015 ammonta a 289 milioni con un peggioramento di 1.416 milioni rispetto al terzo trimestre 2014 (riduzione dell’utile netto adjusted di 2.349 milioni rispetto ai nove mesi 2014, pari a -75,6%).

“La cessione di una quota della nostra partecipazione in Saipem ed il deconsolidamento della società è un importante passo
nell’implementazione della strategia di trasformazione di Eni”, ha commentato Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, aggiungendo che “il nostro obiettivo è aumentare la flessibilità finanziaria per liberare risorse da investire nel core business. Allo stesso tempo manteniamo una partecipazione significativa e supporteremo Saipem anche con la partecipazione all’aumento di capitale nel processo di rafforzamento finanziario e operativo. Escludendo Saipem, Eni riuscirà ad ottenere “la copertura organica degli investimenti già nel 2015, con uno scenario di 55 dollari al barile.”

Eni, il crollo del prezzo del petrolio pesa sui conti