ENI firma accordi su upstream e energie rinnovabili in Kazakhstan

(Teleborsa) – L’Amministratore Delegato di JSC KazMunayGas (KMG), Sauat Mynbayev, e l’Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, in occasione del Foreign Investor Council (FIC) di Astana, hanno firmato un accordo che rinnova le condizioni per il trasferimento a ENI del 50% dei diritti di sfruttamento del sottosuolo per la ricerca e la produzione di idrocarburi nel blocco di Isatay, situato nelle acque kazake del Mar Caspio.

Il blocco, che si stima abbia un notevole potenziale di risorse petrolifere, sarà gestito da una Joint Operating Company paritetica formata da ENI e KMG. Il gruppo italiano, leader nell’esplorazione e con una esperienza consolidata in aree sfidanti dal punto di vista tecnico e ambientale come quella del bacino del Caspio, applicherà a beneficio della Joint Operating Company le proprie tecnologie proprietarie. Le operazioni della Joint Company inizieranno una volta completato il trasferimento del 50% di interesse nella Licenza, previa approvazione della transazione da parte della Repubblica del Kazakhstan.

Inoltre, ENI e KazMunayGas E&P, una controllata di KMG, hanno firmato un accordo per espandere ulteriormente la cooperazione tecnologica in ambito upstream e valutare potenziali sviluppi congiunti in nuovi progetti. L’accordo prevede inoltre un programma di training tecnico e manageriale per il personale KMG E&P.

Nella giornata di ieri, 21 Giugno, invece, ENI aveva siglato un accordo di collaborazione assieme a General Electric (GE) e al Ministro dell’Energia della Repubblica del Kazakhstan, Kanat Bozumbayev, per promuovere lo sviluppo di progetti di generazione di energia da fonte rinnovabile nel paese.
 
Sempre con il Ministero dell’Energia della Repubblica del Kazakhstan, e assieme a JSC KazMunayGas (KMG) e al Comitato Kazako di Geologia, ENI ha inoltre firmato un Memorandum of Understanding per valutare i termini futuri di cooperazione nel bacino Precaspico Kazako-Russo, dove sono state effettuate numerose scoperte di giacimenti ad olio di dimensioni considerevoli. La firma di questo MoU si colloca nell’ambito del progetto Eurasia, promosso dal Ministero dell’Energia per studiare il potenziale esplorativo profondo del bacino stesso.

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