Eni, Descalzi e la Carta del Consumo Circolare: grande rivoluzione decarbonizzare i prodotti

(Teleborsa) – L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, ha aperto il convegno online organizzato per la presentazione in collaborazione con le Associazioni dei Consumatori italiane della Carta del Consumo Circolare. Al centro del dibattito l’importanza della sussidiarietà nell’economia circolare, il rapporto tra stili di vita e sostenibilità ambientale, sociale ed economica e il legame tra territorio e buone pratiche.

“Un percorso iniziato un anno e mezzo fa grazie all’Associazione dei consumatori. Abbiamo lavorato insieme a loro, grazie anche al supporto della Scuola Superiore di Sant’Anna proprio per creare questo laboratorio di cooperazione”, ha esordito Descalzi. “Per noi è fondamentale – ha spiegato – perché abbiamo preso degli impegni stringenti di decarbonizzazione di tutte le nostre attività e di tutto il processo: dalla materia prima alla trasformazione della materia prima fino al consumatore. Siamo entrati in un grosso cambiamento, soprattutto grazie alle tecnologie ma anche perché i prodotti cambiano. Prodotti verdi, decarbonizzati: dal gas che proviene dall’idrocarburo passiamo al biogas e al biometano, a un’elettricità decarbonizzata da rinnovabili e tutti gli altri prodotti bio, compresi i biocarburanti”.

L’amministratore delegato di Eni ha sottolineato che si è trattato di “un cambiamento tecnologico, iniziato nel 2014. Abbiamo investito più di 5 miliardi di euro in tecnologie e nella loro applicazione. Il grande obiettivo è quello di decarbonizzare il momento produttivo ma l’obiettivo più importante al 2050, cioè la completa decarbonizzazione, è quello di decarbonizzare i prodotti, il cosiddetto Scope 3, anche 8 volte superiore agli scope 1 e 2 in termini di emissioni”.

“La grande rivoluzione, che è tecnologica ma anche di competenze, è stata quella di cambiare i prodotti – ha spiegato – Abbiamo una base clienti contrattualizzata di 10 milioni, che potrebbe arrivare a 15 o 20 milioni, che consumano gas che deve diventare biogas ed energia elettrica che deve arrivare dalle fonti rinnovabili. Poi c’è la parte chimica e qui entriamo nella circolarità“. Descalzi ha fatto riferimento all’importanza del riciclo in tema di polimeri, ai processi per ottenere idrogeno decarbonizzato, allo stoccaggio della CO2 e ai processi di mineralizzazione nella produzione di cemento.

“Un processo impegnativo dal punto di vista tecnologico ma è ancora più impegnativo e necessario, spiegare costantemente qual è l’evoluzione del prodotto, come si fa a riconoscere un prodotto circolare e decarbonizzato – ha sottolineato – Ecco perché penso che lavorare e collaborare sia importante. un lavoro dinamico perché il processo industriale è dinamico. Nuovi posti di lavoro, nuove skill e nuove reti di connessione con i consumatori”. Per tali ragioni, “questi eventi e queste collaborazioni con le università sono fondamentali”, ha concluso.

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