Eni chiude in rosso il 2015. Confermato il dividendo

(Teleborsa) – Eni alza il velo sui conti del 2015, evidenziando un risultato netto negativo pari a 6,89 miliardi nel 4° trimestre (-2,3 mld nel 4° trimestre 2014) ed un rosso di 7,79 miliardi nel 2015 (+101 mld nel 2014) per effetto di svalutazioni indotte dallo scenario petrolifero adottato da Eni.

L’indebitamento finanziario netto si attesta a 16,86 miliardi di euro a fine dicembre. 

Confermato il dividendo di 0,80 euro per azione per il 2015 (1,12 euro nel 2014), di cui 0,4 euro distribuiti a settembre 2015 a titolo di acconto. Il dividendo a saldo di 0,40 euro per azione sarà messo in pagamento a partire dal 25 maggio 2016 con stacco cedola il 23 maggio 2016. 

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato, ha commentato: “Eni nel 2015 ha conseguito risultati fondamentali nel processo di trasformazione che vedrà il gruppo sempre più focalizzato sul core business oil&gas e sempre meglio organizzato per competere in un mercato a bassi prezzi dell’energia riflesso nello scenario Eni che si allinea ad un consensus di mercato conservativo. Il complesso processo di deconsolidamento di Saipem si è ora concluso, a soli quattro mesi dal suo avvio, e ha portato nelle casse di Eni entrate nette per 4,8 miliardi di euro, mentre i piani di efficientamento e di razionalizzazione delle spese hanno fatto registrare risultati migliori delle attese, tanto da consentire l’autofinanziamento dei capex 2015 in uno scenario di circa 50 dollari/bl, 13 dollari/bl in meno rispetto alle aspettative di un anno fa. Queste azioni di efficienza non hanno compromesso, né nel breve, né nel medio termine, la crescita di Eni, che anzi è stata eccezionale e distintiva nel mercato. Nel settore E&P la produzione è cresciuta del 10% e sia le riserve esplorative che le riserve certe hanno fatto registrare crescite elevate, a dimostrazione della qualità del nostro portafoglio di asset. Nei business G&P e R&M sono proseguite le azioni di consolidamento, in G&P con risultati in linea rispetto alle attese, in R&M con risultati addirittura migliori rispetto ai piani. Nel 2016, come lo scorso anno, stiamo proseguendo velocemente nel processo di trasformazione di Eni, con l’obiettivo di rendere il gruppo ancora più forte e in grado di operare sempre meglio in questo difficile contesto mantenendo solide aspettative di crescita. Sulla base di questi risultati proporrò al CdA del 17 marzo la distribuzione di un saldo dividendo di 0,4 euro per azione”.

Il quadro macroeconomico globale per il 2016 evidenzia rischi e incertezze a causa del rallentamento dell’attività produttiva in Cina, nell’Eurozona e nei paesi esportatori di commodity. Il prezzo del petrolio dopo aver toccato i valori minimi degli ultimi tredici anni sotto i 30 dollari/barile è previsto proseguire in un trend debole a causa degli squilibri strutturali del mercato gravato dalla
sovrapproduzione e dalle incertezze sulle prospettive di crescita a medio lungo termine della domanda energetica.

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