Energia, Michi (Terna): i sistemi di accumulo sono il cardine della transizione energetica

(Teleborsa) – “La transizione energetica è indispensabile: pompaggi, generazione distribuita e sistemi di autoconsumo sono altrettante risorse di un sistema elettrico che sta rapidamente cambiando, ma questa transizione va indirizzata al meglio per sfruttare al massimo i suoi benefici ed evitare il rischio di deterioramento della qualità dei servizi per i cittadini”. Lo ha detto Luigi Michi, Responsabile Strategie, Sviluppo e Dispacciamento di Terna, nel corso di un’audizione al Senato del gestore della rete elettrica italiana.

“L’evoluzione del sistema elettrico viene da un’esigenza incisiva e profonda di decarbonizzazione. Tutta la transizione energetica passa dagli obiettivi strategici che sono i target della SEN (Strategia Energetica Nazionale, ndr) in cui si prefigura al 2030 il 55% di penetrazione della fonti rinnovabili e il face out accelerato degli impianti a carbone al 2025, ovvero lo spegnimento di tutti gli impianti. Tuttavia oggi questi target riteniamo siano più deboli rispetto a quelli più importanti che vuole l’Europa, come una quota delle rinnovabili che sia superiore al 32% sui consumi finali rispetto al 28% previsto nella SEN, quindi serve un’accelerazione sulle rinnovabili nel processo di decarbonizzazione. A nostro avviso – ha proseguito Michi – i pompaggi e gli accumuli rappresentano un elemento chiave per raggiungere questo target, passare da poche risorse datate a una pluralità di risorse distribuite: dovremo impostare il nostro modo di agire su piani paralleli, non una risorsa alla volta, ma tante che concorrono allo stesso obiettivo, ma serve uno sforzo dei gestori, dei fornitori e della politica”.

Sull’attuale situazione del nostro Paese, il rappresentante di Terna ha detto che “l’Italia ha un buon punto di partenza se vuole incidere sul fronte della penetrazione delle rinnovabili, con 30mila megawatt di fonti rinnovabili non programmabili di cui 20mila provenienti dal fotovoltaico e 10mila dall’eolico. Già oggi in alcuni mesi abbiamo punte di penetrazione rinnovabili molto significative, con percentuali al 40% su base mensile, percentuale che può salire al 60% su base giornaliera e fino a 90% su singola ora. La decarbonizzazione è a portata di mano e si può raggiungere con piani strutturati di intervento sulle risorse, ma ciò deve avvenire senza peggiorare la qualità servizio al cittadino, serve un progressivo abbandono della capacità termoelettrica installata, che oggi è già in atto. Serve un margine di riserva nei momenti di stress, in cui entrino in rete risorse adeguate programmabili per sostituire quell’energia che viene a mancare dopo un certo orario. Dal 2015 la riserva si è ridotta di molto, oggi è pari a 6mila megawatt, nell’ordine comparabile all’import dell’Italia su base media: sostanzialmente siamo nelle mani dei soggetti che esportano nel nostro Paese, come Francia e Germania attraverso la Svizzera, ma non possiamo consegnare la sicurezza energetica dell’Italia nelle mani di Paesi esteri”.

In termini di domanda di energia, Michi ha affermato che “la domanda italiana è stabile, in parte soddisfatta dalle rinnovabili, mentre la domanda residua si schiaccia sempre più fino a volte a divenire negativa a metà giornata, per cui si profila un ruolo importante degli accumuli, che devono creare le condizioni per cui l’energia possa essere stoccata e ridistribuita in modo programmato. Del resto il sistema elettrico non è più lo stesso, il mercato deve evolvere coinvolgendo tutte le risorse, anche quelle distribuite e rinnovabili, serve una accurata gestione dei dati (big data, data analytics), lo storage è una risorsa chiave nella sua totalità e globalità, con la tecnologia che deve essere scelta in base a peculiarità, e infine sono necessari interventi infrastrutturali, di cui si occupa Terna affinché tutto ciò avvenga in modo tale che di queste risorse si possa beneficiare anche a distanza”.

Riteniamo che la generazione distribuita rappresenti un fattore abilitante nella transizione energetica, ci siamo attivati perché possa avvenire ed esercitare una fornitura di servizi in sostituzione di vecchi servizi. I sistemi di accumulo sono il cardine della transizione energetica, garantendo alta qualità di servizio e rendendo programmabile nello spazio e nel tempo la risorsa rinnovabile. In merito all’autoconsumo – ha concluso Michi – non siamo contrari, si tratta di forme collegate a un’evoluzione in atto, ci sono figure che si gestiscono l’energia in forma autonoma, ma ciò deve avvenire in modo controllato senza dissesti sul sistema, ed inoltre i cittadini hanno esigenza di avere servizi di rete garantiti come stabilità di tensione e frequenza, con precisi standard di servizio. Il prossimo 1° novembre lanceremo le Unità virtuali aggregate miste (UVAM) a cui possono partecipare storage e piccoli consumatori, che forniscono servizi in sostituzione di quelli forniti da unità diverse oggi pian piano in fase di face out. Oggi ci sono varie forme di autoconsumo, fanno tutte riferimento a sistemi chiusi, vere e proprie reti di distribuzione private che non pagano oneri di sistema e oneri di trasporto: siamo favorevoli a un uso intelligente della risorsa distribuita che implica forme efficienti di reti chiuse e di autoconsumo, ma ciò dovrebbe avvenire attraverso un’incentivazione esplicita per evitare derive sulla rete”, ha concluso il Responsabile Strategie, Sviluppo e Dispacciamento di Terna.

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